Spirlì, non nuovo peraltro a sortite provocatorie, ha voluto rivendicare la libertà di utilizzare alcuni termini ai quali quelle che a suo parere sono delle lobbies hanno dato un significato dispregiativo, come "negro" e "frocio”, ma ha finito per scatenare una furibonda polemica, segnando comunque uno dei punti più bassi della recente storia politica calabrese.
LA FRASE CHOC «Questa è l'era della grande menzogna. Siamo in mano a delle bruttissime lobbies che si sono unite e hanno fatto una lobby delle lobbies. Quella a cui avrei dovuto appartenere io, per esempio - ha aggiunto Spirlì - è una delle peggiori, non c'è cosa più brutta della lobby frocia, quella che ti dice che non devi dire quella parola, non devi avere quell'atteggiamento». Per Spirlì, queste lobbies vorrebbero cancellare le parole dai dizionari, «brucerebbero la Bibbia, sono nazisti, bruciano le parole, le cancellano dai dizionari. Dirò negro - ha proseguito il vicepresidente e della Regione a Catania - fino all'ultimo dei miei giorni dirò frocio fino all'ultimo dei miei giorni. Che fanno, mi tagliano la lingua, non credo possano arrivare a tanto? Cominciamo a difendere quelle che sono le vere verità e facciamolo nel quotidiano».
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