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San Luca dipinge la Madonna con il Bambino di Mattia Preti

Crotone, Chiesa Cattedrale, sabato 22 febbraio 2014, ore18.00

Intervengono: Giovanna Capitelli, Storico dell’arte Università della Calabria; Sante Guido, Storico dell’arte, Restauratore; Giuseppe Mantella, restauratore; Gino Mirocle Crisci, Rettore Università della Calabria; Eugenio Canino, Sindaco di Taverna; Mario Caligiuri, Assessore alla Cultura della Regione Calabria; S.E.Mons.Domenico Graziani, Arcivescovo di Crotone –Santa Severina.

Durante tutto il 2013, per celebrare il "IV centenario della nascita di Mattia Preti", sono state promosse - dalla Regione Calabria in collaborazione con il Comitato Internazionale Celebrazioni IV centenario della nascita di Mattia Preti - importanti manifestazioni quali: la mostra “Mattia Preti. Un artista tra Caravaggio e Luca Giordano” a Venaria Reale; la mostra “Mattia Preti. Della Fede e Umanità” “al Museo Civico di Taverna e successivamente a Malta nel Palazzo Magistrale; l’esposizione, a Milano presso il Museo Diocesano, di un dipinto raffigurante “Sant’Ambrogio”, scelto come simbolo per le Celebrazioni Ambrosiane del 2013.
L’Accademia Nazionale di San Luca in Roma , dal 15 dicembre 2013 e sino al 15 febbraio 2014, sta celebrando l’artista con la prima manifestazione per il IV centenario a lui dedicata, ospitando nel salone d’onore il dipinto raffigurante “San Luca dipinge la Madonna con il Bambino”, proveniente dalla chiesa di San Francesco d'Assisi a La Valletta.
Realizzata nel 1671 per l'altare dedicato a San Luca in occasione dell’istituzione della “Confraternita dei pittori, scultori ed indoratori”, appare particolarmente significativa poiché costituisce uno dei rarissimi lavori firmati e datati dall'artista.
In basso a destra, infatti, insieme allo stemma del pittore quale cavaliere di Malta, si legge: F(ra') M(atthia) P(reti) F(ecit) - 1671.
Il dipinto - che secondo la tradizione riconosce nell’Evangelista il “patrono dei pittori” e gli attribuisce una serie di icone mariane - appare ricco di riferimenti simbolici: dal bue, emblema del Santo, alla figura del putto che gli porge la penna e l’inchiostro in ricordo del suo Vangelo.
Sul fondo, oltre alla figura di san Carlo Borromeo in adorazione vi è la statua della ninfa Igea, figlia di Esculapio e personificazione della salute, a ricordare che Luca, prima di seguire Cristo, esercitava la professione di medico.
Il tema iconografico venne più volte utilizzato dal pittore sebbene mai, come in questo caso, con così grande ricchezza di figure e articolazione della scena.
Appositamente restaurato per l'occasione, il dipinto appare più scuro rispetto alla produzione delle grandi pale d'altare degli anni Sessanta e Settanta che il "Cavalier Calabrese" produsse per molte chiese maltesi tra le quali la Chiesa Conventuale dell'Ordine di San Giovanni Battista a La Valletta (oggi St. John Co-Cathedral).
Gli interventi conservativi che si sono avvicendati nei secoli hanno purtroppo rimosso molte delle velature finali e delle luci che dovevano impreziosire la composizione, perdita a cui non è stato possibile porre rimedio.
L’opera sarà esposta nel Palazzo Arcivescovile di Crotone dal 22 febbraio al 9 marzo 2014.

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