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Rossano, Codex, Liquirizia e cantine

ROSSANO (Cs) – Solo qualche anno fa sarebbero entrate a far parte delle pagine del “dizionario delle cose perdute”. E invece no.

Le cantine, nel centro storico di Rossano, non solo sopravvivono ancora ma sono ricercatissime. Altro che ritrovi per soli uomini dediti all’alcool! Oggi, grazie anche ad un’intensa attività di rivitalizzazione e promozione avviata nel 2003 dall’associazione europea “Otto Torri sullo Jonio”, sono autentici e ricercatissimi covi del gusto; le loro cucine forzieri delle ricette della memoria; e, soprattutto, sono frequentate più da donne e famiglie, che da uomini. Più rivoluzione copernicana di così, non ci si poteva aspettare. Una sfida culturale vinta. La “TAVERNA ANTICA”, nel cuore del centro storico di Rossano Città d’arte, è una di queste piccole cantine
I genitori di Rosanna VISCIGLIA, la regina della cucina di Via Rampa San Giacomo, al civico 25 (a lato della Polizia Municipale, a pochi passi dal Comune), si ricordano che qui c’era una cantina già 100 anni prima che se ne occupasse “CARTUNO”, lo zio Giacomino che prima ancora l’aveva gestita per oltre 50 anni.
Da un paio d’anni Rosanna ed il marito, l’infaticabile Natale MORELLO, pasticcere professionista per più di trent’anni presso lo storico Caffè TAGLIAFERRI, deliziano il palato dei propri ospiti con i sapori ed i profumi della cucina tipica, quella capace di rievocare il ricordo dei pranzi della domenica e delle feste, preparati da nonne e mamme.
Tutto – raccontano – è nato da una battuta all’anziana parente intenzionata a chiudere l’attività: “zia, alla cantina ci penso io!” E così è stato. La prima, la seconda settimana, un mese, due ed il passaparola ha fatto il suo lavoro: come cucina “l’ov all’occhje e bue ccu vajan e pip” e gli spaghetti aglio e olio, la signora Rosanna, nessuno!
Per assaporare i suoi piatti, imparati con passione da mamma, nonna e zie, nel cuore della Città del Codex e della Liquirizia, vengono ormai anche dai paesi vicini. E non solo. Alla signora Rosanna viene richiesto sempre più di preparare per banchetti e occasioni speciali. I piatti della memoria non conoscono rivali, soprattutto se nei menù della ristorazione tout court, spesso, la vera latitante è purtroppo l’identità enogastronomica del posto, a tutto danno della vera capacità di attrazione turistica dei luoghi. Perché l’ospite cerca emozioni, anzi tutto a tavola.
Spezzatino, pasta e fagioli, alici arriganate, trippa con patate, melanzane ripiene, “aguglj” con peperoni e pomodoro, alici con verdure al forno, friarelli, baccalà, polpette di melanzane con olive nere e acciughe, “grastatedd”, frittata di cipolla. In padella, qui, alla TAVERNA ANTICA finiscono solo prodotti freschi, di stagione e a Km0. Provare per credere.
Un buon bicchiere di vino, una fresina “conzata”, una fetta di pane casereccio e un uovo sodo. Anche l’aperitivo, qui, è tipico. Niente patatine, niente salatini, niente prodotti confezionati uguali in tutto il mondo e nemici dello sviluppo sostenibile oltre che spesso della salute. La salsiccia, la soppressata e la carne salata? Fatti in casa, così come il vino fatto produrre con le uve di Cirò e con l’aiuto dei parenti, in quella che alla fine diventa unagrande festa familiare.
Dai peperoni, che proprio in questo periodo vengono “impilati” e messi al sole per essere conservati per l’inverno, alle “incidde” di melanzane che più in là verranno condite con l’aceto e la mollica di pane. “Proprio come lo faceva mia nonna”, è il commento che si sente più spesso tra i tavoli dellaTAVERNA. La signora Rosanna non si dice gelosa delle proprie ricette. Anzi! Promuovere l’identità e la tradizione culinaria tra i giovani è un piacere ed un dovere per chi, come noi, ha deciso di reinventarsi promuovendo il meglio che questa terra può offrire, a noi stessi ed ai turisti. - (Fonte: Montesanto Sas – Comunicazione & Lobbying)

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