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Rendano, applausi per ''A che servono questi quattrini''

Rendano, applausi per ''A che servono questi quattrini''

COSENZA - Il denaro è un trucco, serve solo ad apparire ciò che non si è.

Questa è la chiave della commedia "A che servono questi quattrini" proposta al pubblico del Teatro Rendano di Cosenza.
Nove appuntamenti all'insegna della grande drammaturgia senza dimenticare, però, il divertimento e il puro spettacolo. Prosa, dai grandi classici agli autori contemporanei e poi, commedie e musical, questi gli ingredienti del cartellone ideato da "L'AltroTeatro".
Essere o apparire sono i corrispettivi di ciò che siamo e quello che desidereremmo essere o, spesso, ciò che vorremmo che gli altri pensassero di noi. Se poi il mezzo per apparire persona diversa è il denaro, il gioco è fatto. Meglio ancora sul palcoscenico, perché il teatro è il luogo dove tutti questi elementi si uniscono e si scompigliano nell'amabile e divertente commedia scritta da Armando Curcio e messa in scena, con grande successo per la prima volta nel 1940, dalla compagnia dei De Filippo.
Lo spettacolo, diretto da Andrea Renzi e prodotto dal Teatro di Napoli-Teatro Nazionale e La Pirandelliana, ha inaugurato la stagione di prosa curata da "L'altro teatro".
È il Marchese Parascandalo, detto il professore, interpretato da Nello Mascia, che tesse le vicende insieme agli attori Valerio Santoro, che disegna uno spassoso Vincenzino, Luciano Saltarelli, Loredana Giordano, Fabrizio La Marca e Ivano Schiavi. L'astuto protagonista - l'unico che avendo sperimentato il valore del denaro, non ha più alcun interesse nei suoi confronti - teorizza, ma dimostra pure, che basta far credere a tutti di essere ricchi per godere di credito illimitato. La metafora del presente, senza luoghi comuni, è piaciuta al pubblico cosentino che ha riservato all'intera compagnia gli applausi più calorosi.

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