La Calabria è RADIOTTIVA, dai tumori di Africo alla galleria Limina fino ad una delle più belle spiagge della regione, quella di Montepaone Lido piuttosto che Calalunga; ma non è affatto escluso che anche il territorio della provincia di Cosenza ‘nasconda’ rifiuti radioattivi interrati o ‘affondati.
Si parla spesso di uno dei più gravi e pericolosi problemi che disturba gli spettacoli come i paesaggi naturali, i rifiuti radioattivi ‘sepolti’ o ‘inabissati’ in mare sono uno dei tumori più gravi che la nostra terra, come molte altre, nasconde nelle viscere delle sue bellezze.
Negli ultimi giorni di questo argomento se n’è occupato anche Giulio Golia, inviato della trasmissione ‘Le Iene’ di Italia 1, che dopo l’inchiesta sui tumori di Africo e sui sospetti rifiuti radioattivi sotterrati nonchè sull’affondamento della Nave Rigel, causato volontariamente con l’intento di nascondere rifiuti radioattivi è tornato in Calabria per dedicare un importante servizio alla presunta presenza di fusti radioattivi nel mare e sul territorio calabrese, in particolare nel Catanzarese.
Golia infatti, avrebbe ricevuto dopo i suoi primi servizi, tantissime segnalazioni e nell’ultimo, andato in onda, ha parlato della galleria Limina situata sul tratto di strda che collega Rosarno a Gioiosa Jonica dove i rifiuti radioattivi sarebbero stati mischiati al calcestruzzo impastati e incastonati nel cemento; o almeno quelli che non si potevano ‘nascondere’ in mare.
Ma la storia più agghiacciante è quella che arriva dalla provincia di Catanzaro, in particolare da Calalunga, dove due cugini, Augusto e Fausto Squillacioti, anni fa, morirono di leucemia mieloide, malattia comparsa ‘improvvisamente’ a seguito di una battuta di pesca. In mare infatti, i due cugini avevano pescato “una palla di fango” sospetta, che addirittura in un primo momento causò loro un forte prurito alle mani. Golia infatti parla con Donato Squillacioti , fratello di Fausto e con la vedova di Augusto i quali gli raccontano di una massa compatta ‘pescata’ dal mare che provocò loro un fortissimo prurito alle mani.
Dopo questo ritrovamento, rientrato con la barchetta, si sono lavati senza minimanente immaginare le conseguenze. Ma quello stesso giorno trovarono anche un bidone con i ‘segni’ della ‘radioattività’. E poi hanno ricostruito il tutto. Erano convinti che ci fosse un nesso però bisognava avere le prove. Il medico del reparto di ematologia di Catanzarodichiarò alla vedova di Squillacioti di essersi imbattuto in diversi casi nella provincia di Catanzaro di leucemia mieloide, una malattia rara, che colpisce in Italia, due persone ogni 100 mila e l’unico fattore ambientale di rischio è l’esposizione ad alte dosi di radiazioni.
Sarà una coincidenza? Sembrerebbe proprio di no, perchè l’inviato delle Iene, è andato ad indagare riscontrando in una zona in particolare della spiaggia di Calalunga, valori di radioattività addirittura paragonabili al livello di qualche anno fa registrato a Chernobil.
Il tutto, su una spiaggia bellissima e soprattutto frequentata da centinaia di turisti provenienti da tutto il mondo, ogni estate.
Sulla spiaggia Calalunga sono stati numerosi, nel corso degli anni le segnalazioni di fusti di colore nero e giallo, tanto da spingere alcuni cittadini ad avviare degli accertamenti. Il risultato? Un livello di radioattività spaventoso.
Giulio Golia, gazie al Geiger, particolare ‘congegno’ per misurare la radioattività ha rilevato poi valori di 3-4 volte oltre la normalità addirittura sulle reti usate per pescare, e ancora sul terreno, sulla sabbia…. In tutti i casi i livelli sono superiori alla norma di almeno 2-3 volte. Ma poi in un punto preciso dove era stata segnalata la presenza di un bidone, Golia ha iniziato a scavare insieme ad un cittadino, e mano mano che si andava più giù il contatore registrava un aumento del valore vertiginoso. Addirittura il contatore Geiger impazzisce a soli due metri di profondità.



