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La Calabria dice addio a ''Mendocita''

La Calabria dice addio a ''Mendocita''

Piange il Venezia ma piange anche un pezzo di Calabria.

È scomparso a 78 anni Luis Alfredo Mendoza Benedetto, per tutti “Mendocita”, il miglior calciatore venezuelano di tutti i tempi. La sua storia ha infatti le radici in Calabria, precisamente a Scalea, nel Cosentino, città dalla quale suo nonno Biagio Benedetto partì a inizio del secolo scorso in cerca di fortuna per raggiungere Caracas. Qui nacque sua figlia che nel 1945 diede alla luce il piccolo Luis Alfredo “Mendocita”. Compiuti i 12 anni, il piccolo insieme ai suoi genitori è costretto a trasferirsi in Italia per via della dittatura che sta insanguinando il suo Paese. Prima a Genova e poi a Parma (città nella quale il padre di “Mendocita” si laurea in Economia), il bambino inizia a innamorarsi del calcio, anche se le regole di quegli anni non permettono agli stranieri di giocare nelle formazioni giovanili. Tornato in Venezuela dopo tre anni, un giorno mentre sta giocando insieme ai suoi amici nell’Avenida San Martin, viene scoperto dall’allenatore del Banco Agrícola y Pecuario, El Indio Clemente Ortega. Dopo poche settimane “Mendocita” è già in campo nel ruolo di attaccante esterno per la sua prima partita nel campionato professionistico.

Il 1963 la consacrazione. Firma un contratto con l’ambizioso Deportivo Italia, e subito dopo, ad appena 16 anni, viene convocato nelle “Vinotinto”, la nazionale venezuelana. Da questo momento "Mendocita" inizia la sua ascesa nel grande calcio. Da numero 10 e con

la fascia di capitano sul braccio, viene da subito eletto come il migliore calciatore del Paese e tanta gente si avvicina al calcio. A fine carriera (a 41 anni) totalizzerà dodici gol con la nazionale in 55 partite. Grazie al suo talento, il Venezuela, fino a quel momento poco competitivo, sfiora più volte la qualificazione ai mondiali del 1966, 1970 e 1974. Ha lavorato anche per la federazione e per la selezione nazionale, affiancando il commissario tecnico Manuel Plasencia alle Olimpiadi del 1980, quando il Venezuela venne ripescato all’ultimo. Ai due, sorpresi dalla notizia mentre erano al ristorante, toccò scrivere su un tovagliolo i nomi da portare a Mosca.

"Mendocita" rimarrà impresso per sempre nei ricordi dei suoi tifosi un gol da 40 metri realizzato a Caracas il 2 agosto del 1969 in una gara contro la Colombia valida per le qualificazioni mondiali. Ma non si dimentica neanche il suo tunnel a Pelè sempre in una partita di qualificazione ai campionati del mondo. Amico di Diego Armando Maradona, “Mendocita” è ritornato più volte in Italia studiando anche a Coverciano con docenti del calibro di Enzo Bearzot e Giovanni Trapattoni.

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