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(Tempo di lettura: 3 - 5 minuti)

Il tema del diritto d’autore per la musica al Centro Polivalente per i giovani/Caffè delle Arti

CATANZARO - I temi del diritto d’autore, del download e del file sharing, al centro del II° ciclo d’incontri della campagna di sensibilizzazione per la tutela dei

diritti dei minori promossa da Telecom Italia: "Anch'io ho qualcosa da dire”, con l’obiettivo di approfondire, per cinque giorni, le questioni che si agitano nel mondo tutto nuovo dei rapporti fra Internet e Minori, attraverso seminari, incontri, convegni e tavole rotonde. L’incontro, tenutosi presso il Centro Polivalente per i giovani/Caffè delle Arti di Via Fontana Vecchia, ha portato al centro dell’attenzione il rapporto tra giovani e musica e del mondo circostante che gravita intorno a questo mondo e in particolar modo le conoscenze che le nuove generazioni di musicisti o aspiranti tali devono avere in relazione alla diffusione e utilizzo della propria musica e di quella dei grandi artisti internazionali. Ad introdurre la serata Paolo Reale, informatico forense, nonché uno dei promotori della campagna della Telecom, che ha presentato l’argomento sul quale si è instaurato il dibattito; ossia il diritto d’autore e il download, ovvero il sistema che permette di scaricare materiali audio e video sia a pagamento (attraverso i portali di distribuzione ufficiali, quali Amazon, I tunes, etc.) alla pirateria on line, passando per le nuove piattaforme di diffusione on demand (spotify e altro), avvalendosi della collaborazione dell’intervento di giovani e validi professionisti del settore; l’avvocato e musicista Stefano Loiacono e l’ingegnere del suono e produttore Francesco Silipo. Una panoramica generale sul tema del diritto d’autore da parte dell’artista, affrontata dall’avvocato Loiacono, ha posto l’accento sulla differenza tra il diritto morale (ovvero il rapporto tra opera e autor della stessa) e diritto economico (ovvero le azioni relative allo sfruttamento dell’opera da parte dell’autore. Il discorso verte ovviamente sulla Siae e sulla reale natura delle funzioni che l’ente di stato riveste in questo rapporto: “partendo dall’art. 2575 del codice civile, sulla paternità dell’opera, la SIAE determina esclusivamente il diritto economico sulla fruizione e diffusione della stessa, ma non tutela l’artista riguardo la sua proprietà intellettuale”. Il discorso viene indirizzato inevitabilmente verso i nuovi canali puoi veloci relativi alla preservazione del diritto d’autore, come i Creative Commons, che come spiega Loiacono, regolano un utilizzo limitato dell’opera, definendone solo delle funzioni possibili, relative alla diffusione in determinati contesti: “l’unica soluzione possibile per preservare il diritto morale resta ancora la sola “prova d’uso”. Tocca poi a Francesco Silipo mettere in discussione la funzionalità del Copyright per un artista emergente, facendo un’analisi storica e logica sull’evoluzione dagli anni ’80 verso la tecnologia digitale e l’impatto che la diffusione telematica di musica (denominata Musica Liquida) ha avuto soprattutto sulle grandi major discografiche e sulle compagnie che hanno sviluppato tale sistema di diffusione: “l’utilizzo del File Sharing per scopi commerciali, ha fatto leva sulla possibilità di scaricar quanta più musica possibile, in maniera sempre più veloce, anche a scapito della purezza del suono e da questo tutte le grandi aziende hanno cercato di trarne vantaggio, simulando un guerra mediatica tra blocchi, ma togliendo ogni possibilità di controllo sulla riproduzione meccanica ed esecutiva dell’opera”, a scapito unicamente dell’artista. E’ famoso ed eclatante il caso dei 99 Posse che nel 1993 con Curre Curre Guagliò, furono negati dei diritti sulla riproduzione meccanica a causa dell’ultimo accento dimenticato all’interno del Borderò SIAE, ma

soprattutto di questi tempi le discussioni sollevate sono tante soprattutto dalle case discografiche relativi ai cosiddetti aggregatori musicali come Spotify, che offre lo streaming on demand di una selezione di brani di varie case discografiche ed etichette indipendenti, incluse Sony, EMI, Warner Music Group e Universal. Significativo è stato l’intervento di Ivano Staglianò, musicista e ideatore di un nuovo servizio multimediale che nascerà a breve, principalmente rivolto ai musicisti e gli operatori del settore; Wozik, il primo “Life Network” della storia del web a carattere musicale che ha l’intento di creare una vasta comunità attraverso un minimo comune denominatore qual è la Musica. Al termine dell’incontro, la serata è continuata all’insegna della musica dal vivo, affidata a giovani band emergenti del capoluogo calabrese: il duo acustico Giorgia e Saverio, che hanno rivisitato in chiave ballad, i grandi successo di uno stile degli anni ’90 ancora attualissimo e diffuso tra i teen-agers che vogliono far musica: Il grunge; il punk cross-over devoto ai Green Day degli ADD e infine la melodia agrodolce a metà tra folk rock e pop music affidata ad una band tutta al femminile; le Dis-Arme. "Anch'io ho qualcosa da dire", continua i suoi appuntamenti fino all’8 novembre, con lo scopo di dare voce a chi può portare un contributo di idee, offrire una testimonianza, fornire indicazioni e consigli, chiarire dubbi e curiosità, aprire nuovi orizzonti su un tema così scottante e attuale.

Fausto Bisantis:

Ufficio Stampa

Centro Polivalente per i giovani/Caffè delle Arti

Via Fontana Vecchia

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