che intreccia archeologia industriale, memoria ed emigrazione italiana attraverso laboratori, pratiche partecipative e narrazioni collettive. Si avvia alle sue giornate centrali la prima edizione de "La Mongiana Festival" che il 22 e 23 maggio presenterà la restituzione pubblica del lavoro avviato nelle settimane precedenti, nel segno della partecipazione comunitaria e della riscoperta delle aree interne.
Organizzato dal Comune di Mongiana, il festival prende forma all'interno delle Reali Ferriere borboniche, uno dei luoghi simbolo dell'archeologia industriale del Mezzogiorno. Nato nel XVIII secolo come polo siderurgico del Regno di Napoli, il complesso conserva ancora oggi una memoria che intreccia lavoro, trasformazioni sociali e migrazioni, diventando parte integrante del racconto culturale del festival.
Diretto dall'antropologo Vito Teti e dallo studioso Giuseppe Sommario, "La Mongiana Festival" nasce con l'obiettivo di riportare al centro del racconto pubblico il legame tra comunità, luoghi e fenomeni migratori, rileggendo l'emigrazione non soltanto come esperienza del passato, ma come elemento ancora vivo nell'identità dei territori.
«Le storie di partenza, di "restanza" e di "ritornanza" continuano ancora oggi a modellare i paesi e le comunità del Sud - spiegano i direttori artistici Vito Teti e Giuseppe Sommario -. Il festival vuole essere uno spazio comunitario in cui memorie, partenze, restanze e ritorni possano attraversare generazioni diverse e aprire nuove forme dell'abitare. Partire dai luoghi e dalla loro storia significa infatti immaginare modi nuovi di vivere e risignificare i paesi, mantenendo vivo il rapporto tra comunità e territori».
Le giornate del 22 e 23 maggio rappresentano il momento conclusivo del percorso partecipato avviato nelle settimane precedenti attraverso laboratori, raccolte di testimonianze e attività dedicate alla genealogia familiare, alla tradizione orale e musicale e alla memoria locale, coinvolgendo cittadini, scuole, artisti e studiosi.
Tra gli appuntamenti principali, venerdì 22 maggio il paese sarà attraversato dall'installazione partecipata "Quando il paese diventa una tela", a cura di Roberto Giglio, azione che coinvolgerà adulti e bambini nella realizzazione di un'opera condivisa pensata come rappresentazione simbolica della comunità. In programma anche le mostre "Paesi" e "Un paese ci vuole", realizzate dagli studenti delle scuole di Mongiana, insieme alle restituzioni dei laboratori svolti nelle scorse settimane.
Sabato 23 maggio si aprirà con la tavola rotonda "Il paese che ho, il paese che vorrei", che vedrà dialogare Vito Teti, Giuseppe Sommario e il sindaco di Mongiana Francesco Angilletta insieme a docenti, amministratori e rappresentanti del territorio, in un confronto dedicato al rapporto tra identità, cambiamento e futuro delle aree interne.
Seguiranno la premiazione del concorso letterario "La Mongiana – Ferriera d'inchiostro, il paese che vorrei" e il conferimento del Premio "La Mongiana" a Felici & Conflenti, che chiuderà il festival con un concerto finale.
"La Mongiana Festival" è co-finanziato dalla Regione Calabria attraverso l'avviso pubblico "Sostegno e promozione turistica e culturale", a valere sui fondi POC Calabria 2014/2020.



