1140x150-completo-di-qrcode

antincendio-calabriaverde-2023

(Tempo di lettura: 1 - 2 minuti)

Fango sugli scavi archeologici di Sibari, 5 Stelle all’attacco

Il Fai ha inserito nell’Iniziativa “Giornate di Primavera” del 23-24 marzo 2013, fra gli altri siti di interesse nazionale, gli Scavi archeologici di Sibari per sensibilizzare l’opinione pubblica sul triste stato in cui versa il sito dopo l’inondazione del 18 Gennaio quando sugli scavi si sono riversati ben duecentomila metri cubi di acqua e fango. Il vice presidente del Fai, Marco Magnifico, dopo aver visitato l’area nei giorni scorsi, ha lamentato che l’argine del fiume in prossimità degli scavi era stato rifatto solo nel lontano 1954 e che chi doveva occuparsene poteva contare su 4 milioni di euro per la manutenzione, esortando i Calabresi a cercare le responsabilità. 

Il grande spirito di appartenenza alla Comunità calabrese e l’interesse nazionale per questa vicenda non hanno lasciato indifferenti i parlamentari del Movimento Cinque Stelle Molinari e Barbanti i quali hanno sentito forte il richiamo a impegnarsi per una causa così importante che interessa non solo la provincia da cui essi provengono ma la Calabria intera e, come patrimonio culturale, l’intera umanità. “In questo momento stanno venendo da fuori regione - afferma il Senatore Francesco Molinari - per incitarci ad individuare i responsabili di questo scempio. Le dichiarazioni del vice presidente della Fai, Magnifico, sono inquietanti per i cittadini calabresi che hanno giustamente il diritto di sapere perché tutto questo sia accaduto. Vengono da fuori a cercare i responsabili e dalle nostre parti invece assistiamo ad un silenzio assordante da parte dei responsabili di questo scempio e della politica, la vicenda sembra essere caduta nella reticenza più assoluta. È come se tutto fosse accaduto per mala sorte, come una “disgrazia” così come affermava dopo qualche tempo dal disastro il sindaco di Cassano Papasso di cui pure rispettiamo l’impegno a tenere alta l’attenzione sulla vicenda. A Sibari, se chi era preposto alla manutenzione e per ciò retribuito, avesse fatto il proprio dovere, il sito oggi godrebbe di ottima salute”. Sulla vicenda comunque sono attualmente accesi i riflettori di tutta la stampa nazionale e di alcune Tv d’inchiesta che si stanno interessando di stimolare la bonifica del sito, patrimonio nazionale troppo prezioso da perdere.

Vota questo articolo
(0 Voti)

 La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo