A Campo Calabro la prima tappa del raduno mondiale dello scoutismo

A Campo Calabro la prima tappa del raduno mondiale dello scoutismo

Calabria e Sicilia si preparano a partecipare all’importante incontro tra culture diverse pensato come simbolo di una concreta opportunità di pace. Il contingente scout impegnato nella 3 giorni che si è svolta dal 2 al 4 novembre al fortino Poggio Pignatelli di Campo Calabro, ha declinato il motto in tre temi: bellezza, accoglienza e ambiente.

“Saper scorgere la bellezza che ognuno ha in sé per quella che è – spiegano Loris Longo, a capo del reparto ‘Ponte dei Saraceni’ insieme a Chiara Burzo ed al siciliano Nunzio Zagara - nasce dall’incontro accogliente con l’altro, saper vivere la Terra responsabilmente e coscienti che è un dono da custodire, sono le sfide a cui ogni ragazzo è chiamato per sbloccare un nuovo mondo”.

Il Reparto ‘Ponte dei Saraceni’ è solo uno dei 22 Reparti di formazione Agesci che partiranno per il West Virginia a luglio e nasce dall’incontro di due regioni, Calabria e Sicilia. Si compone di 36 ambasciatori, 3 capi e un assistente ecclesiastico individuato in Don Claudio Albanito. Ai ragazzi è stato chiesto di essere ambasciatori dello scautismo e della cultura italiana, servitori e portatori di un messaggio.

“L’ambasciatore – prosegue il giovane Loris - è colui che viene a contatto con nuove culture, tradizioni e diversi modi di vivere la promessa, nello spirito di one world, one promise, ma è anche colui che, una volta tornato, non vedrà l’ora di condividere tutto ciò che ha visto, scoperto e imparato nel proprio viaggio”. Presente anche uno scout d’eccezione, il sindaco di Campo, Sandro Repaci che con la sua testimonianza di partecipazione al Jamboree 1998-1999 in Cile, oltreché con la sua disponibilità, ha contribuito ad entusiasmare e incuriosire ancor più i ragazzi.

“Ricevi una mail e non puoi renderti conto di ciò che stai andando ad affrontare e del percorso che stai intraprendendo” - dice Giulia Infantino, redattrice del reparto e giovane scout presente al raduno mentre Denise Sassi si dichiara più “attenta alle tematiche affrontate e onorata di partecipare al Jumboree” e poi ancora Domenico Bagalà e Giuseppe Cotroneo, anch’egli redattore i quali hanno “capito il vero significato di essere ambasciatori e quindi rappresentanti della regione e della nazione” .

Dal “lasciate il posto migliore di come lo avete trovato” di Baden Powell fino alla bellezza concepita in tutte le sue forme, i ragazzi avranno ancora modo di approfondire le 3 tematiche prima di volare verso il West Virginia sicuramente più consapevoli del fatto che la partecipazione al Jamboree “non è – concludono Loris Longo e Claudia Burzo - un premio per “il migliore” né un’occasione di “scautismo qualunque” da decidere sulla base di mere possibilità economiche o di predisposizione delle famiglie. Ha senso solo se i ragazzi a cui si propone hanno forti capacità relazionali e una spiccata predisposizione a raccontare la propria realtà, ascoltare e confrontarsi con altri scout e guide per poi riportare l’esperienza a casa.”

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