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Sogefil, Finanza: caccia aperta al denaro trafugato

CARIATI - Ancora non si vedono i 15 milioni di euro, bottino della famiglia Lo Po e Trovato.

I criminali si sarebbero appropriati del denato intascando i tributi versati dai contribuenti a favore dei Comuni.Molte le perquisizioni che hanno portato alla confisca di alcuni beni nelle disponibilità dei quattro amministratori della Sogefil arrestati per associazione a delinquere e peculato, grazie all'operazione Redde Rationem, nata per risolvere il problema. Ma la confisca dei beni è ancora nulla rispetto al danno provocato e al denaro rubato, pari all’intero ammontare dell’Imu corrisposta in Calabria da tutte e cinque le province messe insieme.

I Comuni che si sono visti sottrarre il denaro sono: Cariati, Morano, Casole Bruzio, Amantea, Falconara Albanese, Zumpano, San Lucido, Grimaldi, Lago, Pietrapaola, Belvedere, Marano Marchesato, Paola, Malito, Carolei, Castrolibero e Marano Principato, 80 totali. Il "tesoro" potrebbe essere finito ovunque, probabilmente all'estero, cosa non poco comune in crimini del genere. La lotta contro tali criminalità vede com esempi l'inchiesta "Eolo" sulle sulle mazzette per la realizzazione di un parco eolico ad Isola Capo Rizzuto, con a capo politici di spicco del panorama calabrese o, ancora, il lavoro della Finanza nel combattere il business intrecciato al rapporto denaro- politica. 
L’azienda, su cui si sono accesi i riflettori della Finanza proprio a partire dalle scandalose scoperte emerse nel corso del processo ‘Eolo’, fatturava consulenze fittizie a D’Agni, braccio destro di Adamo, girando così la famigerata mazzetta da ottocentomila euro per modificare le leggi regionali a favore degli imprenditori prescelti per l’appalto del parco eolico da 120 milioni. La tangente iniziale però pare ammontasse a due milioni e quattrocentomila euro. 
Ancora troppe sono le strade da seguire e il lavoro dei finanzieri del Nucleo speciale di polizia valutaria, i quali sono intenti a ricercare il bottino, probabilmente già sparito o investito diversamente.

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