Reggio - L’ indagine della guardia di finanza è partita quasi per caso a fine ottobre del 2012 dopo la denuncia di alcuni cittadini di Palermo ,ai quali erano state sospese le forniture di luce,gas e telefono per il mancato pagamento delle bollette. Alla GdF sono bastati i primi accertamenti per capire che le agenzie interessate non avevano i titoli per la gestione di bollettini postali ,per i quali sono necessarie l’autorizzazione della Banca d’Italia e l’iscrizione ad un albo ,di cui erano ,invece, sprovviste. Le indagini si sono allargate ed hanno coinvolto sette regioni .L’operazione ,coordinata dalla procura di Palermo, ha portato a scoprire che quelle specifiche autorizzazioni mancavano a tante agenzie inserite in due network nazionali “Servizi Postali “” e “ Posta più “ .Per queste ragioni il sostituto procuratore di Palermo , dr Paolo Guido, ha disposto il sequestro d’urgenza di 72 agenzie di poste private che si trovano nelle province di Palermo,Messina,Catania,Trapani,Agrigento,Roma,Macerata,Lecce,Modena, L’Aquila e Reggio Calabria. Sono stati sequestrati 180 conti correnti sui quali sono finiti circa 30 milioni in diciotto mesi .Truffa o errore nel software centrale delle agenzie ? Le indagini del Gruppo di Palermo della Guardia di finanza ,diretto dal maggiore Antonio Squillacioti sono ancora in corso.
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Anche Reggio Calabria coinvolta nel vortice del sequestro di 72 agenzie di Poste Private che ha interessato 7 regioni.



