insieme ai parenti, era a godersi il tradizionale pranzo domenicale. È finita così la latitanza un 57enne lametino (G.T.V.) a carico del quale pendeva un ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica di Catanzaro, per un cumulo di pene conseguenti a diverse condanne a suo carico anche per i reati di associazione mafiosa, estorsione e usura. Finito ora in carcere dovrà scontare otto anni e nove mesi di reclusione.
I Carabinieri lametini, da tempo sulle sue tracce, hanno tenuto d’occhio e pedinato i familiari e dopo giorni di appostamenti hanno intuito che l’uomo potesse nascondersi proprio nella sua abitazione di residenza, dove nella tarda mattinata di domenica si sono radunati i parenti.
In pochi minuti la decisione di intervenire, un blitz fulmineo con una ventina di Carabinieri che in pochissimi istanti hanno prima cinturato il palazzo per evitare una eventuale fuga, e poi fatto irruzione interrompendo il pranzo.
Al tavolo mancava però ed in quel momento proprio il ricercato. Ma i Carabinieri hanno capito che era lì in casa, nascosto. Un dubbio confermato dall’atteggiamento ostile dei familiari ma soprattutto dal fatto che la tavola fosse apparecchiata per sette persone, quando invece erano solo sei i commensali seduti.
Ne è seguita un’accurata ispezione dell’appartamento: arrivati nel sottotetto i militari hanno avvertito il fiato corto di qualcuno ed è bastato raggiungere la parte meno illuminata e più bassa del locale, spostare del materiale messo lì a mo’ di sbarramento, per scovare il 57enne, riparatosi in un nascondiglio di fortuna.
Il ricercato si era infatti rifugiato in un anfratto ricavato nell’angolo più angusto e buio del sottotetto, un vano ancora allo stato grezzo e difficilmente accessibile, nel quale, con materiali vari, era stata realizzata una barriera dietro alla quale era stato approntato un giaciglio su cui il ricercato si era sdraiato. Vistosi ormai scoperto non ha opposto resistenza.



