1140x150-completo-di-qrcode

antincendio-calabriaverde-2023

(Tempo di lettura: 1 - 2 minuti)
Omicidio Duro: chiuse le indagini

Omicidio Duro: chiuse le indagini

Il sostituto procuratore della Repubblica, Paolo Petrolo, ha emesso un avviso di conclusione indagini a carico di un uomo, Luigi Bevilacqua, 39 anni, e sua madre Giovanna Passalacqua, 65 anni, entrambi accusati di minacce pluriaggravate a danno della compagna di Nicola Duro (assassinato a Catanzaro il 17 giugno 2010), rivolte alla giovane donna a seguito della condanna di Ornella Bevilacqua, rispettivamente sorella e figlia degli accusati, ritenuta colpevole, assieme ad altre quattro persone, della morte dell'uomo.

I due indagati avrebbero raggiunto la vittima a casa, per minacciarla di morte con un coltello da cucina e pesanti intimidazioni.
Per le presunte minacce di morte di cui si parla i due indagati sono finiti in carcere, il 9 dicembre del 2011, in esecuzione di un provvedimento cautelare emesso dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura. In seguito, il 20 dicembre dello stesso anno, il tribunale del riesame concesse i domiciliari a Giovanna Passalacqua. Secondo quanto contestato, i due indagati avrebbero agito a seguito della sentenza con cui, il 19 novembre del 2011, cinque persone furono condannate per l'omicidio Duro, che sarebbe stato ucciso per una vendetta trasversale.Il giudice emise quel giorno tre condanne a 30 anni, nei confronti di Donato Passalacqua (41 anni), ritenuto uno dei capi carismatici degli zingari di viale Isonzo, a Catanzaro, accusato di essere il mandante dell'omicidio Duro; sua moglie Ornella Bevilacqua (38 anni); il figlio della coppia, Antonio Passalacqua (di 19 anni), che avrebbe sparato a Duro come lui stesso ha ammesso in aula; e poi una condanna a 16 anni per Samuele Pezzano (21 anni), che secondo l'accusa avrebbe accompagnato con l'auto e poi atteso il killer sul luogo in cui Duro e' stato ucciso, e Domenico Romagnino, che assieme al minorenne M. P. - gia' condannato a 12 anni di reclusione in primo grado il 9 febbraio 2011, poi ridotti a 10 anni in appello il 26 settembre 2011 -, avrebbe attirato la vittima sul luogo dell'agguato su precisa richiesta di Donato Passalacqua per una ricompensa di 600 euro. Alle parti civili - la madre della vittima, le due sorelle, e la futura moglie di Duro mamma del loro bambino -, il giudice concesse risarcimenti da liquidare in sede civile, concedendo intanto provvisionali per 40.000 euro alla compagna di Duro, e 20.000 ciascuno alle altre donne. (AGI)

Ultima modifica il Lunedì, 08 Aprile 2013 19:32
Vota questo articolo
(0 Voti)

 La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo