1140x150-completo-di-qrcode

antincendio-calabriaverde-2023

(Tempo di lettura: 1 - 2 minuti)

'Ndrangheta: Strangio preso in un bar, aveva documenti falsi

Il latitante Sebastiano Strangio, arrestato stamani a Castelnuovo Scrivia in provincia di Alessandria dalla squadra mobile di Reggio Calabria, deve scontare un anno di reclusione, pena definitiva, per essersi sottratto agli obblighi della sorveglianza speciale cui era sottoposto. L'ordine di carcerazione e' stato emesso il 15 dicembre 2011 dalla procura di Locri, data dalla quale Strangio e' tecnicamente latitante. L'uomo e' stato bloccato questa mattina alle ore 9,20 dagli agenti diretti da Gennaro Semeraro, che hanno agito con i colleghi di Alessandria e con il coordinamento del Servizio Centrale Operativo della Polizia. Le attivita' investigative sono state coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, nelle persone del procuratore Federico Cafiero De Raho e del suo aggiunto Nicola Gratteri e del sostituto Francesco Tedesco. Sebastiano Strangio, 38enne nato a Locri e residente a San Luca, appartiene alla omonima famiglia di 'ndrangheta San Luca, alleata coi Nirta e contrapposta al clan Pelle-Vottari.
Strangio e' stato riconosciuto mentre beveva un caffe' in un bar a Castelnuovo Scrivia, e' stato fermato all'uscita dal bar, non era armato e non ha opposto alcuna resistenza, ma ha tentato di nascondere la sua identita' esibendo una patente di guida falsa. Giunto in Questura, ha ammesso la propria identita'. Strangio si era sottratto agli obblighi della sorveglianza speciale quando, nel 2006, si e' dato alla latitanza volontaria dopo l'uccisione di sua sorella, Maria Strangio, vittima dell'agguato di stampo mafioso avvenuto il 25 dicembre di quell'anno, passato alla storia delle cronache come la "strage di Natale", in cui vennero feriti anche altri suoi parenti. L'uccisione della donna innesco' la violenta reazione della cosca Nirta-Strangio, scatenando l'escalation criminale della cosiddetta "faida di San Luca", poi culminata nella "Strage di Duisburg" del ferragosto 2007. Nel processo scaturito dalla lunga e sanguinosa faida, denominato appunto Processo Fehida, Strangio fu destinatario di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nel 2007 ma poi revocata dalla Corte di Assise presso il Tribunale di Locri, nel luglio 2011, che assolse Sebastiano Strangio dai reati a lui contestati. Il processo oggi pende in secondo grado. Strangio era imputato di associazione di stampo mafioso e in concorso di omicidio ai danni di Bruno Pizzata, avvenuto il 4 gennaio 2007.

Vota questo articolo
(0 Voti)

 La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo