Lo ha deciso la Corte di Cassazione che, nei giorni scorsi, ha rigettato il ricorso degli avvocati Francesco Albanese e Pasquale Loiacono confermando la sentenza emessa dalla Corte d'Appello di Reggio Calabria che l'anno scorso aveva condannato il boss per associazione a delinquere di stampo mafioso e per estorsione ai danni dell'imprenditore Nino De Masi, il testimone di giustizia che da anni vive sotto scorta.
La sua azienda è presidiata dall'Esercito. De Masi si è costituito parte civile nel processo contro Domenico Crea, figlio del boss di Rizziconi Teodoro Crea detto “Toro” e fratello di Giuseppe Crea, già condannati in via definitiva per lo stesso reato. (ANSA).
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‘Ndrangheta: definitiva la condanna del boss Domenico Crea
È definitiva la condanna a 22 anni e 8 mesi di carcere per il boss Domenico Crea.
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