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Maxi inchiesta su Laguna Marano: Archiviata indagine Coop vibonese di ricerca Nautilus

Di seguito la nota diffusa dall'Ufficio stampa Lega Pesca:

Archiviate le indagini sulla cooperativa calabrese di ricerca Nautilus (VV) coinvolta nella maxi inchiesta della Procura di Udine sulla bonifica della Laguna di Grado e Marano. Terminato il lavoro della magistratura, con lo stesso PM che, dopo avere avviato il procedimento d’indagine nel 2010, ha ritenuto di chiedere l’archiviazione della posizione della Nautilus proprio in questi giorni, il presidente di Lega Pesca, Ettore Ianì, ed il presidente della Cooperativa Nautilus di Vibo Valentia, Lello Greco, hanno ricostruito nel corso di una conferenza stampa nella sede della cooperativa il calvario di vicenda giudiziaria che ha contribuito ad aggravare e sentenziare senza appello la crisi di una realtà di eccellenza nel settore della ricerca cooperativa applicata all'ambiente (35 soci, fino al 2009 un valore annuo della produzione di 7,5 milioni di euro).
E' un prezzo che nessuno potrà mai risarcire quello pagato a causa del coinvolgimento nell'indagine, dei ritardi pesantissimi della Giustizia nel definire l'archiviazione, del conseguente linciaggio mediatico cui la cooperativa è stata sottoposta: tutti fattori che hanno gravemente compromesso non solo le trattative in corso con Banche ed Istituti di credito per scongiurare la liquidazione, ma anche bloccato l'iter di prestigiosi progetti approvati dal MIUR, compreso un saldo di 1,4 milioni di euro per attività già realizzate, che avrebbe sicuramente fatto la differenza nell'affrontare le sopraggiunte difficoltà finanziarie.
Lega Pesca e Nautilus si rifiutano di celebrare oggi un de profundis. L'azienda è un patrimonio di competenza, esperienza e professionalità cui è indispensabile dare continuità, sia in termini di beni strumentali che di specializzazione e reimpiego di un capitale umano altamente qualificato, senza considerare le inedite progettualità aperte su finanziamento del MIUR, con ricadute dirette sul territorio calabrese, come nel caso di Nutramed, volto alla realizzazione in Calabria di un distretto tecnologico sulla nutraceutica.
Si confida a tal fine nella buona riuscita delle trattative in corso per l'acquisizione e la gestione dei diversi asset aziendali ultraspecializzati (Crescoma agroalimentare, Ambiente, Nutraceutica, Maricoltura biologica), così come in un diretto interessamento della Regione Calabria per valutare la possibile attivazione di servizi in convenzione, utili a colmare le attuali lacune del Servizio Fitosanitario regionale e dell'Agenzia regionale per l'Ambiente.

Ultima modifica il Giovedì, 30 Gennaio 2014 18:04
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