in nero individuati e sei provvedimenti di sospensione nei confronti delle aziende ispezionate. È il bilancio del piano straordinario di vigilanza promosso dall’INPS contro il lavoro irregolare, il caporalato e lo sfruttamento della manodopera in agricoltura, svolto dal 7 al 31 luglio scorsi su tutto il territorio nazionale.
In Calabria gli accertamenti hanno interessato le province di Catanzaro, Cosenza e Crotone, concentrandosi nelle aree considerate maggiormente esposte al rischio di irregolarità.
L’attività è stata coordinata dalla Direzione centrale Entrate dell’Istituto di previdenza e pianificata attraverso l’analisi delle banche dati dell’Istituto e l’utilizzo di strumenti di business intelligence, che hanno consentito di individuare le aziende con i più elevati indicatori di rischio.
Nel corso delle verifiche sono emerse irregolarità in 10 delle 34 aziende controllate. Gli ispettori hanno individuato 14 lavoratori non regolarmente denunciati: nove cittadini dell’Unione europea e cinque lavoratori extracomunitari, tutti in possesso di regolare permesso di soggiorno ma impiegati senza le previste comunicazioni. Le violazioni riscontrate hanno portato all’adozione di 6 provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale.
Secondo l’INPS, i risultati confermano l’efficacia di un modello di vigilanza sempre più mirato, basato sull’incrocio dei dati e sull’individuazione preventiva delle situazioni caratterizzate da maggiori anomalie.
Oltre a far emergere casi di lavoro sommerso e rapporti di lavoro irregolari, l’intensificazione dei controlli punta anche a rafforzare l’effetto deterrente, incentivando le imprese al rispetto degli obblighi di legge e alla regolarizzazione dei rapporti di lavoro.
Determinante, sottolinea l’Istituto, è stata la collaborazione con le Forze dell’ordine. Le squadre ispettive dell’INPS, composte da quattro funzionari di vigilanza ciascuna, hanno operato con il supporto di pattuglie dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato, garantendo verifiche efficaci e in sicurezza anche nei contesti più complessi.
«Questa attività dimostra quanto la collaborazione tra le istituzioni possa incidere concretamente sulla capacità di presidiare il territorio e tutelare i lavoratori», ha dichiarato il direttore regionale dell’INPS Calabria, Giuseppe Greco. «Il contributo dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato è stato prezioso e, in diversi momenti, determinante per la buona riuscita delle operazioni».
Greco ha evidenziato come il valore dell’iniziativa non si misuri soltanto nel numero delle irregolarità accertate. «Una presenza ispettiva mirata e visibile sul territorio contribuisce a responsabilizzare le imprese e a rafforzare il rispetto delle regole. Oggi la capacità di incrociare le informazioni disponibili e di individuare, attraverso i dati, le situazioni che presentano maggiori elementi di rischio consente di rendere i controlli sempre più selettivi ed efficaci».
Il piano straordinario conferma così la strategia dell’INPS nel contrasto al lavoro sommerso, puntando su un modello che integra attività ispettiva, analisi dei dati, conoscenza del territorio e collaborazione istituzionale per orientare i controlli verso le realtà a maggiore rischio.



