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(Tempo di lettura: 2 - 3 minuti)

L'uomo che sente il Wi-fi

LONDRA (Inghilterra) – La sordità è una di quelle

condizioni che può comportare il progressivo isolamento della persona affetta. Scherzando, chiunque desidera di poter diventare non udente almeno un giorno della propria vita perché a guastare il tutto sono le sciocchezze che si sentono dire in giro. Una delle cose che purtroppo le persone non udenti sono condannate a non conoscere mai è la musica e dobbiamo dire che sarebbe veramente un peccato non conoscerla. Ma con l’invenzione di questo signore che si collega alle proprie protesi nelle orecchie anche i non udenti potranno ascoltare la musica, quella generata dai migliaia di segnali Wi-Fi in giro per la città.

A volte nel traffico cittadino è impossibile udire persino il cinguettio degli uccelli, figuriamoci un rumore come la connessione Wi-Fi. Un signore che ha perso l’udito a 20 anni ha messo a punto un marchingegno in grado di captare le linee Wi-Fi in qualsiasi punto della città si trovi e di trasformarle in musica. L’idea avuta dal britannico Frank S. è fenomenale perché grazie al suo apparecchio si può udire proprio il suono della linea del Wi-Fi. Forse non tutte le città europee sono coperte da connessioni in ogni luogo ma sicuramente la capitale britannica si.

Nessuno si sarebbe neanche mai immaginato che il Wi-Fi avesse un suono. Questa idea è venuta a Frank quando da giovane ha cominciato ad accorgersi che non udiva bene con le sue orecchie. Arrendendosi al fatto che presto avrebbe perso l’udito del tutto e si sarebbe trovato costretto ad usare quotidianamente gli auricolari ha pensato bene di modificarli per ottenere in cambio dalla sua condizione almeno qualcosa di unico. Ha progettato così uno strumento in grado di convertire le onde Wi-Fi captate dai i suoi auricolari in onde sonore.

Per fabbricare il suo progetto chiamato Phantom Terrains, il giovane Frank si è avvalso della collaborazione di una fondazione senza scopo di lucro che investe nelle nuove tecnologie, e di professionisti nel campo della musica per i dettagli. Infatti, grazie all’apparecchio fissato ai suoi auricolari Frank riesce ad individuare ogni caratteristica di una linea Wi-Fi alla quale è assegnato un tono diverso: un brano musicale in pratica è il risultato del nome del router, traffico dati, eventuali firewall, ecc.

Commenta Frank: “Grazie a queste protesi anche io sono in grado di ascoltare la musica. Mentre passeggio in città, l’apparecchio si attiva ogni momento perché ad ogni passo si possono rilevare a Londra migliaia di spot Wi-Fi”. La musica che viene generata è fatta dai segnali che provengono da vicino e da lontano. Ai primi è stato assegnato un suono continuo che è la melodia principale mentre i più lontani somigliano al ticchettio di un rilevatore di radioattività che danno il ritmo di base. Grazie all’audio caricato nell’articolo è possibile avere un esempio di ciò che Frank ascolta quotidianamente mentre passeggia per la sua città, che sicuramente vede con uno sguardo diverso da prima, non più cioè isolato dal mondo.

Ascoltando l’audio, sembra quasi di venir catapultati nel mondo del film fantascientifico Matrix, in cui ogni segnale radio, ogni email o SMS  inviato veniva intercettato dagli hacker. E finalmente anche noi possiamo avere un’idea di come è fatto ciò che fin da quando è stato collaudato non ha mai avuto consistenza ma è sempre stato solo un nome: la rete di Internet. Infatti il nome scelto per l’apparecchio è proprio adeguato: la traduzione dall’inglese di Phantom Terrains è “terreno fantasma”.

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