Da essa oltre ad evincersi, a nostro parere, gli estremi del comportamento antisindacale ex art 28 della Legge 300, ci risulta oltremodo chiaro che l'intento di Fincalabra e' solo ed esclusivamente quello di continuare a perdere tempo per arrivare al licenziamento dei dipendenti di Calabria IT". Lo affermano, in una nota, le segreterie regionali di Fisac CGIL, Fiba CISL, Uilca UIL e Le RSA di Calabria IT. I lavoratori temono, quindi, manovre dilatorie che possano portare al licenziamento dei 132 dipendenti della societa' a capitale regionale che, secondo una legge, dovrebbero essere assunti dalla Fincalabra.
"Riteniamo - e' scritto - che la risposta di Fincalabra ad una legittima richiesta di incontro a firma Fisac CGIL Fiba CISL e Uilca UIL, sia estremamente oltraggiosa, arrogante e sprezzante e pertanto offensiva della dignita' dei lavoratori e dei loro rappresentanti e per tale motivo abbiamo deciso di sospendere ogni relazione industriale con la citata societa' e valuteremo, con i nostri legali, possibili azioni di natura giudiziaria. A meno che non sia intenzione dell'attuale management riscrivere le regole delle relazioni industriali.
L'unica cosa che condividiamo con quanto asserito da Fincalabra - si fa rilevare - e' l'inutilita' di un ulteriore incontro con l'azienda, in quanto ormai non vi e' piu' nulla da trattare con chi dimostra cosi' poco rispetto per le istituzioni e le organizzazioni sindacali. Restiamo attoniti nel leggere che Fincalabra continui a parlare di assunzioni dei dipendenti di Calabria IT, quando una societa' in house non puo' procedere con assunzioni dirette e, soprattutto, quando l'unica modalita' possibile, nell'interesse della Regione Calabria, per attuare il trasferimento e' la cessione di ramo d'azienda"
"Qualsiasi altro tipo di trasferimento, infatti, comporterebbe - secondo i sindacati - la perdita delle attivita' connesse al D. Lgs 185/2000 Titolo II, con conseguenti minori ricavi per Fincalabra e, soprattutto, con notevoli ripercussioni negative per migliaia di disoccupati calabresi. Chiediamo quindi alla Regione Calabria di assumere, finalmente, una posizione chiara e di dire se intende dare seguito a quanto stabilito dal Consiglio regionale con la legge 24/2013 e da quanto deliberato dalla giunta il 19 maggio u.s., oppure se ritiene di dover avvallare il licenziamento di 132 professionisti altamente qualificati, che da anni operano al servizio dello sviluppo del nostro territorio. Auspichiamo pertanto - si legge infine - un immediato intervento dell'Assessore Arena, alfine di procedere rapidamente ad ottemperare quanto disposto dalla legge, salvaguardando pienamente l'occupazione e dotando contestualmente la nostra regione di una finanziaria efficiente ed efficace".
Asca



