Il capoluogo aumentera’ la differenziata riducendo drasticamente la produzione del tal quale, vigileremo per far rispettare i paletti che il consiglio ha imposto con l’emendamento inserito nella delibera di rimodulazione dell’Apq. Ll’associazione ambientalista era stata informata un mese fa e conosce nel dettaglio i progetti del comune”
Il sindaco Sergio Abramo ha replicato, con una nota, alle dichiarazioni rilasciate da Legambiente Calabria in merito alla delibera approvata dal Consiglio comunale sull’ampliamento dell’impianto di trattamento dei rifiuti di Alli.
“La sezione regionale di Legambiente sta facendo una grandissima confusione. In merito alla delibera varata dal Consiglio comunale sull’ampliamento dell’impianto di trattamento tecnologico dei rifiuti e dell’annessa discarica di servizio ad Alli, il Comune ha scelto saggiamente di intraprendere l’unica strada percorribile, ponendo allo stesso tempo dei paletti al progetto regionale mirati a tutelare l’ambiente e i cittadini residenti nelle vicinanze del sito.
Il termine miopia di cui Legambiente si serve per definire la scelta dell’assemblea degli eletti a Palazzo De Nobili è invece molto più utile per descrivere lo scomposto intervento dell’associazione ambientalista, forse confusa dalle strumentalizzazioni apparse sui media negli ultimi giorni. Il Comune, le cui intenzioni sono assolutamente distanti dall’avallo di una discarica per i rifiuti indifferenziati tout court così come vorrebbero farla passare, ha voluto, con la delibera che rimodula l’Apq con la Regione, porsi in testa a un percorso di ampliamento che non lascia nulla al caso. L’ampliamento della discarica, infatti, riguarda la necessaria costituzione di un sito adeguato per la raccolta degli scarti della differenziata e dei rifiuti indifferenziati che mai e poi mai raggiungeranno gli stessi quantitativi del passato: l’idea, che diventerà presto realtà con l’attuazione del Piano industriale di raccolta integrata stilato gratuitamente dal Conai, consentirà al Capoluogo di aumentare le percentuali di differenziata e di abbattere sensibilmente la produzione di rifiuti tal quali, garantendo finalmente piena autonomia nella gestione del ciclo della spazzatura a Catanzaro e ai Comuni limitrofi che si servono del sito di Alli. In questo senso, è stato lungimirante l’emendamento inserito nella delibera del Consiglio lo scorso mercoledì, che pone dei punti fermi di cui la Regione dovrà tenere conto se non vuole combattere contro un’intera comunità e la sua classe politica. Perché l’ampliamento della discarica è legato a doppia mandata all’ammodernamento degli impianti di trattamento dei rifiuti differenziati nello stesso sito, all’aumento delle percentuali della differenziata e a una drastica riduzione del tal quale per Catanzaro e per tutti gli altri Comuni del comprensorio che vogliano continuare a conferire ad Alli. Tutto questo dovrà essere anticipato e regolamentato da una legge regionale che preveda autonomia in ogni Provincia, facendo sì che la provincia di Catanzaro non debba più sopportare il carico di tutta la Calabria, nonché dalla bonifica della discarica esistente, sulla quale saremo vigili quanto per gli altri passaggi previsti dal progetto.
Non è intenzione dell’Amministrazione comunale permettere la realizzazione di un ecomostro che distrugga l’ambiente dell’area alle porte del Capoluogo, e non credo sia possibile che Legambiente ipotizzi qualcosa del genere, soprattutto perché i suoi rappresentanti hanno partecipato a diverse riunioni su questa particolare tematica, della quale era ampiamente informata. Circa un mese prima della discussione, infatti, Legambiente aveva ricevuto tramite email la bozza di Convenzione Regione-Comune poi passata al vaglio dell’assise. Ed era anche ben informata, avendo partecipato a innumerevoli riunioni, sul Piano industriale di gestione dei rifiuti redatto dal Conai, che punta sulla differenziata spinta, e sull’Apq Regione-Comune che dovrà regolamentare, sulla base di un finanziamento da 20 milioni di euro, l’ammodernamento degli impianti tecnologici di Alli, in merito ai quali con la stessa Legambiente è stato aperto un dialogo approfondito e molteplice, che ha preso in esame anche le eventuali professionalità che potrebbero darci un utile contributo nella progettazione. Probabilmente, dietro le considerazioni espresse da Legambiente di recente, hanno avuto un peso preponderante alcune scelte di carattere politico, che ritengo legate all’opposizione gratuita al progetto concordato da Regione e Comune da parte di un Pd che a distanza di quattro anni ha dimenticato, per un mero calcolo elettorale, di avere già votato a favore dell’ampliamento. Per questo motivo mi ha lasciato fortemente sorpreso l’uscita scomposta e populista di Legambiente, che può solo aumentare altre incomprensioni e strumentalizzazioni, ma evidentemente chi ha firmato la nota dell’associazione non ha saputo fronteggiare le esigenze politiche dei democrat catanzaresi”.



