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Aliquote IRPEF, L’Ass. al bilancio Mancuso spiega: “Aumenti dovuti a rincari regionali imposti dalla legge.

L’addizionale comunale uguale. Dal 2012, quando era stata incrementata per rientrare nel patto di stabilità”

“Gli aumenti delle aliquote Irpef nel Comune di Catanzaro sono da addebitare esclusivamente ai rincari delle addizionali decisi dalla Regione, che le ha rese ancora più corpose a causa del regime del Piano di rientro nel comparto sanitario a cui è sottoposta”.
Lo ha affermato l’assessore al bilancio di Palazzo De Nobili, Filippo Mancuso, precisando la situazione del Comune, che nei giorni scorsi è stata presa in esame, su alcune testate nazionali, insieme a quella di tutti gli altri Capoluoghi regionali.
“La Calabria – ha proseguito Mancuso - ha applicato l’aliquota massima dell’1,73%, ma ha dovuto subire un ulteriore aggravio dello 0,30%, in base alle imposizioni dovute al Piano di rientro sanitario. Gli stessi adeguamenti dell’addizionale sono stati varati da altre due regioni, Campania e Molise, anch’esse sottoposte al Piano di rientro nella sanità. L’addizionale complessiva, dunque, è salita in tutte e tre le regioni al 2,03%, nel computo del quale va tenuto conto degli aumenti imposti dal decreto “Salva Italia”. L’addizionale comunale, invece, non subisce variazioni dal dicembre del 2011, cioè da quando, nella passata consiliatura, è stata aumentata dello 0,3% solo ed esclusivamente per consentire al Municipio di rientrare nel Patto di stabilità appena sforato. La delibera nr. 97, che ha portato l’addizionale comunale Irpef allo 0,8% - ha concluso l’assessore - è stata votata dal Consiglio comunale il 19 dicembre 2011 ed è stata poi solamente confermata negli anni successivi”.

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