agricola Biologica "Fattoria Sant'Anna".
Hanno agito di notte, entrando nell'azienda e tagliando un impianto di uliveto, le cui piante facevano parte della ricca biodiversità della Calabria, recuperate con tanti sforzi da parte dell'azienda che, in questi anni, si è impegnata nella creazione di un giardino delle piante e dei frutti perduti.
Sempre più frequenti gli attentati alle aziende agricole biologiche in Calabria, un fenomeno che danneggia sempre più assiduamente queste aziende, portatrici di un modello di sviluppo sostenibile del territorio, dove l'agricoltura non si è caratterizzata per le buone pratiche, anche se è l'attività prevalente.
In meno di un anno sono stati perpetrati cinque attentati ad aziende associate ad AIAB Calabria, rappresentanza regionale dell'Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica, organizzazione impegnata, tra tante altre attività per lo sviluppo, a combattere in prima fila contro l'illegalità anche nelle zone più esposte e controllate dalla criminalità.
Salvino Moro, produttore che ha subito con la sua famiglia l'attentato e presidente regionale dell'AIAB, denuncia "E' uno stillicidio che sembra non avere fine, bisogna che la politica e le forze dell'ordine prendano provvedimenti mirati alla tutela e sicurezza delle aziende biologiche, solo cosi si riuscirà ad affrontare questo percorso difficile di sviluppo, ma necessario in Calabria".
Nota diffusa dalla Coldiretti Calabria: Il taglio di piante di olivo compiuto nei confronti dell’Azienda Agricola Biologica “Fattoria Sant’Anna” a Laureana di Borrello (RC) condotta dall’imprenditore e presidente regionale dell’ Associazione Agricoltura Biologica (AIAB) Salvino Moro distrugge la memoria di una Calabria operosa impegnata a valorizzare il proprio passato in prospettiva futura. Così Pietro Molinaro presidente di Coldiretti Calabria, commenta il vile atto che ha raso al suolo una ricca e straordinariamente importante varietà di piante di olivo che facevano parte della cospicua biodiversità della Calabria, e recuperate con tanti sforzi da parte dell’azienda che in questi anni si è impegnata nella creazione di un giardino delle piante e dei frutti perduti. Coloro che compiono questi ignobili atti, sono delinquenti che vogliono togliere la speranza. A Salvino Moro e a tutti coloro che sono impegnati nell’agricoltura biologica e a salvare dalla scomparsa un patrimonio unico di cultivar, va tutta la nostra solidarietà e da parte nostra – conclude Molinaro - anche la richiesta alle forze dell’ordine e alla magistratura di smascherare e colpire questi autentici e malefici diavoli che non fanno e non vogliono il bene della Calabria.



