di affrontare, alla luce dei cambiamenti in atto, un tema di grande rilevanza sociale: il divario giovanile e le pari opportunità. La presenza del Prof. Luciano Monti, docente della LUISS in Politiche Europee e co-direttore scientifico del Rapporto2017 della Fondazione Bruno Visentini, che per la prima volta in Italia ha misurato il divario generazionale, ha sicuramente dato uno spessore elevato al dibattito grazie alle sue riconosciute competenze e alle ricerche cha da anni conduce su questi temi. “Mi si accusa di voler cambiare la Costituzione – ha detto rivolgendosi alla sala – ma sono qui per dirvi che bisogna fare la rivoluzione proprio con questa Costituzione. Io, comunque, non sono un rivoluzionario, sono piuttosto per la ricostituzione del contratto sociale che ormai si è rotto, in quanto manca equità fra le diverse generazioni”. Anche la Dr.ssa Nicoletta Perrotti, nella sua duplice veste di Presidente del Consiglio Comunale di Castroliberoe Componente della Commissione per l’Uguaglianza dei Diritti e delle Pari Opportunità tra uomo e donna della Regione Calabria, ha esposto in modo chiaro ed inequivocabile uno degli aspetti più rilevanti nel confronto di genere: “In una situazione critica per il Paese, soprattutto per il Sud – ha detto - l’Italia non riesce più a valorizzare i talenti di cui dispone e su cui spesso ha investito in termini formativi. Le attuali giovani generazioni sono quelle con la scolarità più elevata. Sembra assurdo, ma si tratta di un dato reale, specie per le giovani donne che frequentano scuole superiori ed università in percentuale maggiore rispetto ai loro coetanei”. Molto apprezzati, infine, i contributi del Direttore UNINDUSTRIA Calabria, Rosario Branda, di Francesco Napoli, Presidente CONFAPI Calabria, di Tonino Russo, Segretario CISL Cosenza e di Roberto Matragrano, Presidente Confartigianato Calabria.
Tuttavia, l’aspetto convergente del contraddittorio fra i vari soggetti istituzionali, ha riguardato, in primo luogo, l’urgenza di implementare adeguate politiche e strategie che possano seriamente contrastare i ritardi che il Sistema Italia sta accumulando in termini di lavoro, di reddito-ricchezza, di welfare e di innovazione.



