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Sgominata banda di rapinatrici rumene: narcotizzavano anziani e si impossessavano dei loro averi

COSENZA - Alle prime luci dell’alba, i Carabinieri della Stazione Carabinieri di Cosenza Principale

hanno eseguito, su disposizione della Procura della Repubblica di Cosenza, un’Ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di LACATUS Rodica, rumena, classe 1971, pregiudicata e un Fermo di indiziato di delitto a carico di CIURAR Elena Geta, classe 1978, rumena, pregiudicata, per il reato di rapina aggravata. Una terza complice, individuata e gravata da analogo provvedimento restrittivo, si è resa irreperibile.

Le indagini, avviate nel mese di gennaio di quest’anno, hanno posto fine a una serie di inquietanti situazioni: rapine ai danni di anziani, i quali venivano derubati anche dei propri abiti e abbandonati per strada, in stato di incoscienza, il tutto “sapientemente” architettato da un gruppo di donne.

  Il modus operandi era sempre lo stesso: dapprima, avvicinare le vittime, accuratamente selezionate tra uomini di una certa età, disponibili a trascorrere qualche momento di intimità, in cambio di piccoli regali. Dopo aver ottenuto la fiducia dell’uomo, con l’aiuto di una complice, la ragazza invitava la vittima di turno in una zona defilata, offrendole da bere una bevanda, al cui interno erano state aggiunte sostanze narcotizzanti; mentre l’uomo perdeva di colpo conoscenza, le ragazze lo “ripulivano” di quanto in suo possesso: orologi, denaro contante, bracciali, catenine, cellulari, carte di credito…per poi abbandonarlo.

Nel corso della medesima operazione, personale della Polizia di Stato di Cosenza ha, inoltre, proceduto all’arresto di una quarta donna, anch’essa gravata da analogo provvedimento restrittivo in ragione dei medesimi fatti: ROSTAS FRAGA ANA, rumena, classe 1987, pregiudicata.

Le indagini sono state coordinate dai Sostituti Procuratori della Repubblica di Cosenza, Dott. Antonio Bruno TRIDICO e Dott. Salvatore DI MAIO, diretti dal Procuratore Capo, Cons. Dario GRANIERI.

Le donne, al termine delle formalità di rito, sono state tradotte presso la casa circondariale di Castrovillari.

   

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