proclamato unitariamente da Nidil Cgi, Felsa Cisl e Uil Temp, con il relativo blocco dei servizi: assistenza e accompagnamento di bambini e studenti nei servizi di scuola Bus, servizi di mensa e raccolta dei rifiuti sospesi in molte citta', disservizi diffusi negli uffici, rappresentano la dimostrazione di come, anche per effetto dei pesanti tagli che hanno bloccato il turn-over dei dipendenti della Pubblica Amministrazione, questi lavoratori siano di fatto un pezzo fondamentale della pianta organica dei comuni. Moltissimi i comuni e le Comunita' Montane dove la quasi totalita' dei Lsu e Lpu si e' astenuta dal lavoro, i piu' significativi: S. Giovanni in Fiore, Lamezia Terme, Pianopoli, Bocchigliero, Tiriolo, Casole Bruzio, Rossano, Spezzano, Longobucco, Campana, Cerisano, Roccella Ionica, Rogliano, Malito, le Comunita' Montane del Pollino, Silana, dell'Unione delle Valli del Savuto. Nei Comuni di tutte le altre province calabresi, la percentuale di adesione media allo sciopero si e' attestato intorno all'80%.
Tanti i comuni dove i Sindaci hanno inteso partecipare attivamente allo sciopero intervenendo nelle assemblee tenutasi nelle sale consiliari, importante anche dal punto di vista simbolico le dichiarazioni di solidarieta' rese dai sindaci di Cassano e Rossano, segnalazioni alle Prefetture di competenza a testimoniare l'effettivo blocco dei servizi ed il relativo disagio sono giunte da tutto il territorio Calabrese e specie dal Crotonese, dal Catanzarese e dal Cosentino dove il personale Lsu e Lpu e' impiegato nei servizi di mensa negli istituti scolastici. Un'azione di mobilitazione, che i Segretari Generali delle categorie di Cgil Cisl e Uil Antonio Cimino, Carlo Barletta e Gianvincenzo Petrassi annunciano proseguira' e si intensifichera' nelle prossime settimane: Lunedi 4 novembre manifestazioni pubbliche si terranno a Cosenza nel piazzale antistante l'autostrada, a Villa San Giovanni nei pressi del porto ed a Vibo Valentia e' previsto un sit-in presso la Prefettura.
Mentre nelle province di Catanzaro e Crotone continueranno i presidi e le assemblee pubbliche presso i comuni e le sale consiliari interessando della vertenza le relative Prefetture. La mobilitazione si intensifichera' - annunciano i Sindacati - fino al presidio dei lavori del Consiglio Regionale a Reggio Calabria, non basteranno le eventuali rassicurazioni di Assessore al Lavoro e Presidente della Regione ormai poco credibili nei loro annunci, contenuti in verbali debitamente sottoscritti, e puntualmente disattesi,.
L'obiettivo infatti e' l'immediata convocazione del Consiglio Regionale, che dovra' approvare la variazione di bilancio, necessaria a garantire la copertura di sussidi ed integrazioni per tutto il 2013.
Asca



