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Praticò: “Un esempio di buona sanità in una regione in cui non esiste una sanità a misura di bambino.

La mancanza di un pronto soccorso pediatrico non interessa a nessuno”

Testo del comunicato del consigliere comunale Ezio Praticò (Catanzaro da Vivere):
“Nel pomeriggio di ieri è arrivato al P.S. dell'Ospedale civile "Pugliese Ciaccio" un bambino con un trauma  dentale accidentale  con avulsione completa di due denti  incisivi.
Dal P.S. Veniva subito inviato  al reparto di Pediatria, benché non fosse un caso di  chiara competenza pediatrica vista l’urgenza ed il danno permanente che poteva essere causato al bambino di soli 8 anni, trattandosi di dentatura permanente , si è cercato di sfruttare il fattore tempo determinante ai fini della prognosi.
La dott.ssa Stefania Zampogna  con la collaborazione  del  chirurgo pediatra dott. Capillo hanno, quindi, proceduto ad un tentativo  di reimpianto dei denti nella medicheria della SOC di Pediatria.
Purtroppo, l'intervento non ha dato l'esito sperato perché dopo poco, nonostante il corretto posizionamento, i denti sono nuovamente caduti per la presenza di profonde lesioni di lacerazione nella mucosa. A quel punto  i medici, con spirito di collaborazione, hanno pensato di chiamare un odontoiatra, naturalmente della stessa Azienda, il dott. Salvatore De Filippo, che benché non soggetto  a turni di reperibilità,  e benché fosse domenica,  ha lasciato il luogo di villeggiatura per tentare  di risolvere una situazione che per il bambino poteva diventare invalidante.
L’odontoiatra ha  rapidamente raggiunto l’Ospedale, ha aperto il servizio  di Odontoiatria dove opera giornalmente, ha proceduto ad intervento chirurgico con reimpianto e splintaggio degli incisivi e, il tutto,   grazie all’aiuto  spontaneo    dell'infermiera Eofelia Arcuri della SOC di Pediatria   con la collaborazione delle infermiere della Chirurgia Pediatrica.
Fin qui la cronaca di una giornata il cui favorevole esito è legato al trascorrere di almeno 12 ore ma che lascia, grazie al dott. De Filippo, una speranza ad un bambino che altrimenti avrebbe dovuto convivere con una sicura invalidità,  ma grazie anche ad uno spirito di collaborazione   degli operatori del dipartimento materno infantile che probabilmente non si ferma di fronte alle urgenze pediatriche. Spirito che forse va  loro riconosciuto  perché abituati e formati  da anni  ad una cultura pediatrica dell’urgenza.
Ma questo caso non può lasciarci indifferenti e ci impone una seria riflessione.
Come possiamo pensare che situazioni di emergenza come quella appena raccontata siano lasciate all'intervento di persone che agiscono solo per amore e spirito di abnegazione verso il proprio lavoro?
È serio e opportuno che si faccia tutto il necessario perché episodi di tal genere non si verifichino più e perché questi casi di "buona sanità" divengano una regola e non siano solo una episodica eccezione”.

Ultima modifica il Lunedì, 21 Luglio 2014 16:29
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