Lo denunciano sette associazioni ambientaliste (Altura, Italia Nostra, Lipu Rende, Man, Ola Ambientalista, Wwf Calabria e Cnp).
Secondo quanto riferiscono, si annuncia il taglio ''di una importante area forestale in Zona 1 del Parco Nazionale del Pollino, all'interno della ZPS IT9310303 Pollino e Orsomarso e, come se non bastasse, strettamente adiacente (o parzialmente inclusa) al perimetro di almeno due SIC: IT9310027 Fiume Rosa e IT9310022 Piano di Marco, entrambi istituiti proprio per la conservazione degli habitat forestali e della fauna ad essi associata''. Siamo nel territorio comunale di San Sosti (sul versante calabrese del Parco del Pollino) a circa 1000 metri sul livello del mare, lungo il versante meridionale del monte Muletta. Qui, spiegano le associazioni, ''i boschi maturi di Cerro e di Acero caratterizzano la vegetazione dell'area, un vero scrigno per la fauna degli ambienti forestali rappresentata da specie particolarmente protette a livello comunitario o di rilevante importanza biogeografia''. Qui abitano ''gli anfibi Salamandrina dagli occhiali e Rana appenninica; i serpenti Cervone e Saettone; gli uccelli Aquila reale, Falco pellegrino, Picchio nero, Balia dal collare, Coturnice; i mammiferi Lupo appenninico, Capriolo italico, Lontra (lungo il fiume Rosa). Tra la flora altrettanto importante e' la presenza di Peonia peregrina e Peonia mascula'', tanto per sottolineare che la zona ha un alto ''valore ecologico e conservazionistico'' ma che ''per l'ennesima volta'' viene messa da parte per ''gli interessi economici di qualcuno'' che fa dimenticare i ''vincoli ambientali piu' importanti''.
Le sette associazioni lanciano l'allarme e chiedono di sapere ''se e' stata fatta la valutazione d'incidenza obbligatoria in casi di questo genere, se la valutazione e' stata poi approvata dalle autorita' regionali e se l'Ente Parco ha dato l'autorizzazione''. Ma in ogni caso ''chiedono che il caso venga rivisto dagli organi competenti e dall'ufficio di Conservazione del Parco del Pollino preposto piu' di tutti alla regolamentazione di attivita' antropiche cosi' impattanti, chiaramente del tutto incompatibili con le piu' elementari esigenze di tutela di un'area protetta, nonche' dei siti inclusi nella rete di ''Natura 2000''''.



