E' quanto afferma il Segretario Questore del Consiglio regionale della Calabria, Giovanni Nucera, che si unisce idealmente alle celebrazioni della giornata della memoria, che si celebra oggi a Cosenza con un convegno presso la Biblioteca dell'Ordine degli Avvocati ''M.Arnoni'', nel Tribunale della citta' bruzia.
''Una giornata che non a caso - ricorda Nucera - coincide con l'anniversario dell'assassinio di Aldo Moro, che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione della 1* giornata della memoria, nel 2008, defini' ''il bersaglio piu' alto e significativo' del terrorismo italiano.
Un delitto ancora per molti aspetti irrisolto. Cosi' come risultano anche senza nomi di mandanti ed esecutori tanti delitti di uomini e donne, barbaramente assassinati dalla criminalita' mafiosa, in tutte le sue articolazioni territoriali, sia essa mafia, o ''ndrangheta o camorra''.
''La cosa piu' grave che possa accadere e' la rimozione collettiva di questi delitti - sottolinea il Segretario Questore del Consiglio regionale - Ancora peggio, che la societa' civile dimentichi e abbandoni non solo coloro che si sono coraggiosamente battuti per difendere valori e ideali di legalita' e giustizia, ma soprattutto coloro che hanno subito le terribili conseguenze di questi delitti: figli, mogli, congiunti, che oltre al dolore della tragedia umana e familiare hanno subito l'ostracismo di una societa' spesso malata e diffusamente condizionata dalla forma mentis mafiosa''.
''E allora ogni sforzo, in questo senso, non e' mai abbastanza - sostiene Giovanni Nucera richiamandosi agli articoli della legge regionale 16 ottobre 2008, n. 31 inerente gli ''Interventi regionali in materia di sostegno alle vittime della criminalita' e in materia di usura''. Una normativa - ricorda l'on. Nucera - con la quale e' stato istituito il ''Fondo regionale di prevenzione del fenomeno dell'usura e di solidarieta' alle vittime della criminalita' e dei loro familiari'', che per una quota non inferiore al 10% e' destinato ogni anno a sostenere la formazione degli orfani delle vittime della mafia e della criminalita' organizzata''. ''E' una goccia nel mare dei bisogni di questa Regione - argomenta il Segretario Questore del Consiglio regionale - ma e' un segno concreto di azione e di risposta a coloro che intendono perseguire e riaffermare come ''valore'' la legge della forza, della sopraffazione, della violenza, negando e mortificando la dignita' alle nostre comunita' locali''.
''Ricordare ed onorare le vittime di mafia e di ''ndrangheta e' anche un modo per dimostrare - conclude il Segretario Questore del Consiglio regionale Giovanni Nucera - che non abbiamo nessuna intenzione di restare inerti. Condivido pienamente le parole che don Luigi Ciotti ha pronunciato tempo fa a Firenze proprio in relazione al ricordo dei caduti delle mafie, quando ha detto che ''per combattere la mafia non basta commuoversi, ma bisogna muoversi e bisogna farlo 365 giorni all'anno'', per richiamarci all'impegno costante e quotidiano ciascuno dal proprio ruolo e con le proprie competenze, per costruire quel valore collettivo, sociale, condiviso, che puo' diventare la forza travolgente per ogni tipo di criminalita'''. (asca)



