all'ospedale civile Annunziata" di Cosenza sul caso del bambino nato morto il 9 dicembre 2013, figlio di una giovane donna di 26 anni. Il Garante, riporta una nota, ha chiesto alla direzione generale dell'Azienda ospedaliera "copia della comunicazione fatta al sistema informativo sugli errori in sanità dell'evento sentinella e i motivi per i quali alla partoriente siano stati sospesi gli esami di monitoraggio in grembo, fino alle ore sette del giorno dopo il ricovero e ogni elemento medicalmente rilevante del feto sino alla dichiarazione di morte. La Intrieri ha sollecitato, inoltre, i dati per vigilare se le prestazioni erogate corrispondano ai livelli essenziali di assistenza offerti, ovvero, se in collaborazione con le altre istituzioni di tutela minorile sia necessario promuovere azioni che riducano gli eventi sentinella". "Marilina Intrieri - prosegue la nota - segnala che il contratto di spedalità tra madre e struttura ospedaliera impone di non arrecare danni a terzi estranei, quindi al bambino che era nascituro a termine di gestazione e senza patologie per come rilevato dalle strutture sanitarie. La giurisprudenza della Suprema Corte ha confermato che il nascituro, soprattutto in assenza di un corrispondente e conflittuale diritto della madre, risulta dotato di autonoma soggettività giuridica, seppur specifica e attenuata e sul piano sostanziale titolare di interessi personali, primo tra tutti il diritto alla vita". (ANSA)
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Necessario chiarire la vicenda del bambino nato morto a Cosenza
COSENZA - Il Garante dell'infanzia e dell'adolescenza Marilina Intrieri ha inviato una segnalazione
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