per l’ecosistema marino. L’atleta belga Matthieu Bonne è partito dalle coste della Calabria per tentare un’impresa senza precedenti: percorrere 161 chilometri a nuoto non-stop nel Mar Tirreno, senza muta e senza mai toccare terra o imbarcazioni, fino a raggiungere la Basilicata. Ma questa volta, ogni singola bracciata ha un valore che va ben oltre il primato sportivo.
La storica traversata viene infatti realizzata in stretta collaborazione con l’Associazione Mare Pulito “Bruno Giordano”, l’organizzazione da anni in prima linea nella tutela delle coste e delle acque calabresi.
L’obiettivo comune è chiaro: sfruttare i riflettori di un record mondiale per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’urgenza di proteggere e salvare i nostri mari dall’inquinamento.
Mentre Bonne combatte contro la fatica, la deprivazione del sonno e le correnti del Tirreno, l’Associazione Bruno Giordano trasforma questa incredibile resistenza fisica in una metafora della resilienza che serve per curare l’ambiente.
Mentre i canali social dell’atleta e dei partner scientifici documenteranno la rotta del nuotatore, i ragazzi di Mare Pulito racconteranno sulle loro pagine social lo stato di salute delle acque attraversate, accendendo un faro sul problema delle microplastiche e della conservazione della biodiversità marina del nostro Mediterraneo.
“Vedere un uomo affrontare il mare aperto per tre giorni e tre notti ci ricorda quanto siamo intimamente connessi all’elemento acqua”, afferma Francesca Mirabelli, Presidente dell’Associazione Bruno Giordano.
“Matthieu sfida le onde con rispetto e coraggio, gli stessi sentimenti che ognuno di noi deve dimostrare quotidianamente per difendere il mare dagli scarichi illegali e dai rifiuti plastici. Questo non è solo il tentativo di battere un record, è un manifesto ecologico in movimento”, aggiunge.
La rotta prevede la partenza da Nicotera (nel vibonese) con arrivo previsto ad Acquafredda di Maratea. Le regole ferree impongono oltre 72 ore di nuoto continuo senza supporti galleggianti o contatto umano.
La missione comune è appunto quella di promuovere la campagna di pulizia dei fondali e di denunciare i crimini ambientali che minacciano il Mediterraneo.
La maratona acquatica di Bonne dimostra che lo sport può diventare la piattaforma ideale per le grandi battaglie civili. Mentre l’atleta in questi giorni si avvicina al traguardo di Maratea, il messaggio dell’Associazione Mare Pulito risuona più forte che mai: “in questa settimana proviamo a battere il record del mondo, ma la sfida per salvare il mare va vinta ogni giorno!”



