era stato da poco formalizzato nello statuto della regione, lo sventramento della citta' in nome di una malintesa modernizzazione che deturpo' il volto del centro storico. Il libro "La strettoia della nostalgia" dello storico Corrado Iannino, ripercorre e documenta quelle vicende attraverso una rigorosa ricerca. Il libro e' composto da un saggio storico e da un nutrito album di fotografie, alcune delle quali inedite.
L'autore del saggio e' Iannino, gli autori delle fotografie Carlo Elia, Sergio Ferraro e Bonaventura Zumpano. Ma di quale epoca si tratta? Sostanzialmente del biennio 1974-75, periodo nel quale venne realizzata una grande operazione di demolizione dei principali palazzi di Catanzaro, di grande rilievo storico ma in degrado, che costituivano la caratteristica "strettoia" urbanistica di corso Mazzini. Proprio questo evento e' trattato nel libro, il primo sull'argomento, sulla scorta di documentazione sinora inedita acquisita nell'archivio storico comunale e dell'esame di fonti di stampa degli anni Sessanta e Settanta. Ne scaturisce il ritratto di una citta' che vuole "modernizzarsi", per diventare, anche sul piano funzionale e urbanistico il capoluogo regionale, ma che, per fare questo, rinuncia colpevolmente al proprio importante passato, un passato colmo di testimonianze formali e di una ricchezza architettonica che, dopo l'Unita' d'Italia, si era andata costituendo, in ossequio anche a criteri di oggettiva bellezza che la citta' aveva inteso acquisire. Il Palazzo Serravalle e gli edifici limitrofi rispondevano a questi criteri. Nello specifico, il "Serravalle ", affrescato e decorato da Enrico e Federico Andreotti, grandi professionisti toscani che decorarono anche Palazzo Fazzari a Catanzaro e la Prefettura di Cosenza, nonche' dai pittori Andrea Cefaly sr. e Rubens Gariani, rappresentava il culmine di questo tentativo della citta' di Catanzaro di fornire di se' una immagine nobile ed importante. In sintesi, comunque, sul finire del 1974, l'operazione di demolizione della strettoia del corso antico di Catanzaro e' quasi completata: non mancava che abbattere il Palazzo Serravalle e una casa adiacente per completare l'opera.
E' a questo punto che inizia la battaglia che vede opposti, da un lato il soprintendente artistico della Calabria Giuliano Greci ed il ministro dei beni culturali Giovanni Spadolini e dall'altro il Consiglio Comunale di Catanzaro quasi al completo; i primi vogliono recuperare il Serravalle, e i suoi affreschi, le decorazioni e non farlo distruggere; il secondo vuole compiere l'operazione opposta ed allargare la carreggiata della strada a sedici metri. Ci vorranno alcuni mesi di contrapposizione, lo scoppio di alcuni incendi dolosi che rendono il fabbricato ancora piu' pericolante, la minaccia per l'incolumita' dei cittadini, perche' la vicenda si risolva a favore del Comune. Quell'anno 1975 veniva istituito il Ministero dei Beni Culturali e veniva varata ad Amsterdam la Carta del Patrimonio Architettonico per salvaguardare il patrimonio architettonico ed artistico europeo, ma Catanzaro vinceva la sua battaglia di retroguardia per allargare il corso cittadino ed accrescere il flusso degli autoveicoli in circolazione. "Le conseguenze di quell'errore - spiega Iannino - la citta', divenuta meno bella e armonica che nel passato, le sconta ancora oggi". Il 18 ottobre alle 17,30, nella Casa delle Culture di Catanzaro, il libro sara' al centro di un incontro-dibattito promosso dall'Amministrazione Provinciale e dal suo commissario straordinario, Wanda Ferro, ma patrocinato anche dagli Ordini degli architetti e degli ingegneri di Catanzaro, partecipano tecnici, storici e testimoni dell'epoca. Corrado Iannino, catanzarese, storico ed esperto di minoranze etniche in Calabria e storia dell'ebraismo, e' autore di numerosi saggi e libri su storie e personaggi della Calabria. E' autore, in particolare, della storia del telefono in Calabria, di una storia del museo provinciale di Catanzaro, di una biografia del filosofo calabrese Giuseppe Gangale, del volume "Girolamo Comi", dedicato a un calabrese caduto a Dogali durante la prima campagna coloniale italiana in Africa. Il libro, edito da Istar-Grafiche Simone, e' nelle librerie al prezzo di 23 euro. (AGI)



