''Lavorava gia' al controllo del territorio, minacciava chi non pagava il pizzo e la magistratura minorile di RC sin dal 2010, allontanandolo dalla famiglia, voleva sottrarlo alle logiche criminali. L'emissione di provvedimenti ex artt.330 e 333 cc. in favore di minori appartenenti a famiglie di mafia,sono assunti nel superiore loro interesse, quando un genitore aderendo ai canoni della criminalita', educa il figlio all'illegalita' violando i suoi doveri genitoriali producendo cosi' un grave pregiudizio minorile.
L'allontanamento del figlio di mafia e' per lui una possibilita' a ricevere aiuto da educatori, psicologi, servizi e famiglie disponibili all'affido etero familiare per aiutarlo ad uscire dall'educazione mafiosa, dinnanzi a genitori inadeguati a dargli una sana crescita psicofisica.
E', quindi, un diritto primario del minore quello di poter acquisire quei valori civici che lo renderanno, raggiunta la maggiore eta', un uomo libero dalla mentalita' mafiosa. E' necessario che gli Enti locali - conclude Intrieri - provvedano quindi senza indugio a dar seguito alle disposizioni e l'Ente Regione disponga un fondo ad hoc per tali casi gravi''.



