Mario Oliverio, durante un’audizione alla commissione parlamentare sulle attività connesse al ciclo dei rifiuti. Oliverio a testa bassa attacca la Belli dicendo che “il ruolo del commissario dovrebbe, dico dovrebbe, essere quello di facilitare il percorso con un atteggiamento super partes improntato alla risoluzione dei problemi e al superamento degli ostacoli. Purtroppo e sottolineo purtroppo, registriamo un comportamento che, forse per la non conoscenza del territorio, sta cerando una forte confusione che viene quotidianamente strumentalizzata”. Rincarando la dose Oliverio aggiunge: “Mentre si avvia una discussione vera che richiede un serrato confronto sulle tecniche e le metodologie di bonifica, si tengono nel territorio incontri, per esempio con pseudo associazioni che nascono alla giornata , che nulla hanno a che vedere con i tavoli tecnici istituzionali”. Sin dalla sua nomina risalente a giungo del 2016 non c’è stato un buon rapporto tra la Belli e la Regione Calabria. Le divergenze sono emerse in più occasioni, ma la scintilla che ha messo fuoco alla polveriera è stata una lettera scritta dall’assessore regionale all’ambiente, Antonella Rizzo, con la quale si chiedevano i verbali di alcuni incontri e il cronoprogramma delle attività. A quella lettera ha replicato sulla stampa la stessa Belli e a sostegno della commissaria sono scesi in campo il sindaco di Crotone, Ugo Pugliese, e la Prossima Crotone, coalizione che ha sostenuto Pugliese alle elezioni amministrative. Quali sono i motivi dello scontro? A naso si capisce che c’è una diversa visione di come dovrà essere fatta la bonifica, rispetto alle due ipotesi messe in campo. Oliverio da sempre sostiene che la bonifica deve essere fatta senza la costruzione di nuove discariche (tesi sostenuta anche nell’ultima audizione riportata sopra). Una bonifica fatta inertizzando i veleni e tombandoli nella stessa area. Evidentemente l’asse Comune-Belli propende per l’ipotesi che prevede il trasporto in discarica. In quale discarica? Se la Regione dice discariche zero potrebbe voler dire che c’è qualcuno che vorrebbe costruire una discarica a Crotone, aprendo così le porte a progetti vecchi e nuovi di discariche. Se dovesse essere questa l’ipotesi Crotone diventerebbe la città delle discariche. E’ arrivato il momento di dare chiaramente in quale discarica si intendono conferire i veleni presenti nell’area industriale nel caso in cui non dovesse passare il progetto che prevede l’inertizzazione.
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Il problema è la discarica
Il problema è la discarica. Si acuisce lo scontro sulla bonifica tra Regione Calabria e Comune di Crotone-commissario per la bonifica Elisabetta Belli. A rendere incandescente il dibattito sono le dichiarazioni rilasciate dal governatore della Calabria,
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