di iniziativa della Regione Calabria in collaborazione con l’ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine organizzato (UNODC). Nel corso delle tre giornate di incontro - informa una nota dell'ufficio stampa della Giunta - sono state elaborate una serie di raccomandazioni che saranno oggetto di successivo sviluppo e approfondimento nel corso dei prossimi due anni di lavoro. L’intera iniziativa si basa sul lavoro già avviato dall’UNODC e dagli Stati membri dell’ONU in questo campo, con particolare attenzione alla Stolen Asset Recovery Initiative (StAR) e dalla Banca Mondiale. Le linee guida definitive per tale modello sono sostenute dalla Conferenza degli stati parte della Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione.
"Il lavoro avviato in questi giorni a Reggio Calabria - afferma il Presidente Scopelliti - è stato finalizzato all’individuazione delle buone pratiche sulla gestione e destinazione di beni sottratti illecitamente e di derivazione criminale e alla cooperazione internazionale e giudiziaria sui beni sequestrati e confiscati. L’obiettivo principale del progetto è la produzione di linee guida che stabiliscano degli standard e contengano modelli di riferimento, così come piani d’azione nazionali generali, rapporti su buone pratiche e materiale di formazione per addetti ai lavori nella gestione, utilizzo e destinazione di beni sottratti illecitamente o di derivazione criminale".
Il gruppo di esperti formatosi in questi giorni a Reggio Calabria è costituito da magistrati, studiosi, funzionari governativi e professionisti coinvolti nella localizzazione e sequestro dei beni. Gli esperti provengono da enti che si occupano della gestione di beni sequestrati e confiscati. Presenti numerose delegazioni governative, i rappresentanti dello StAR (Stolen Assett recovery), della Banca Mondiale, della Financial Action Task Force (FATF), dell’Arab Forum for Asset Recovery, delegazioni di organizzazioni quali la Camden Assets Recovery Interagency Network (CARIN) e l’Asset Recovery Interagency Network Asia Pacific (ARINAP); rappresentanti della Polizia Federale Belga, della Commissione contro la corruzione della Repubblica dell’Indonesia, i delegati della segreteria generale dell’Interpol ed Europol, i delegati della Commissione contro i crimini finanziari della Nigeria, l’Agenzia nazionale contro gli stupefacenti della Colombia. Presenti anche alcune associazioni del terzo settore come Libera e Avviso Pubblico.
Ulteriore tema di trattazione della riunione è stata la “confisca senza condanna”, prevista già in diversi Stati (Irlanda, Albania, Colombia, Liechtenstein, Thailandia, Stati Uniti, Sud Africa), strumento fondamentale per il sequestro dei proventi della corruzione, soprattutto quando il responsabile del reato non è perseguibile in quanto deceduto, latitante o immune dalla giurisdizione o quando i beni sono stati trasferiti all’estero. Tutte le indicazioni emerse nel corso dell’incontro sono state riassunte dalla relazione del Prof. Enzo Ciconte che ha descritto le conseguenze economiche dei nuovi mercati criminali sulla corruzione e sull’espansione delle mafie e dalle conclusioni del Procuratore Federico Cafiero de Raho.



