Commissione europea e delle associazioni consumatori.
Una tutela che copre tutti i settori, dall’alimentazione ai viaggi, all’accesso alla giustizia. Vi è un tema in cui la riflessione è ancora insufficiente e cioè come rendere il consumatore un soggetto attivo del mercato. Certo, già oggi con le proprie scelte il consumatore influenza il mercato, sulla convenienza, la qualità, il marchio.
Il salto di qualità, che vorremmo realizzare e sul quale occorre lavorare in futuro, è il tema del consumo sostenibile, cioè mettere il consumatore in condizione di premiare con le proprie scelte le imprese che attuano responsabilità sociale e i cui prodotti o servizi rispondono a criteri di sostenibilità.
Lo stesso Parlamento europeo, nella risoluzione del 6 Febbraio 2013, afferma un obbiettivo importante “le imprese che si impegnano nella rsi (responsabilità sociale d’impresa) dovrebbero essere facilmente identificabili dagli investitori e dai consumatori al fine d incoraggiarle nelle loro iniziative”.
È un tema difficile, ma con le tecnologie di oggi si possono fornire al consumatore le informazioni necessarie per fare queste scelte. Già esistono esperienze concrete e riguardano consumatori più sensibili.
La difficoltà è nel fatto che tutto ciò non deve tradursi in facili promesse, in informazioni ingannevoli o miracolistiche come troppo spesso accade nell’attuale pubblicità e informazione delle imprese.
Se così fosse sarebbero parole al vento, quando invece vogliamo fare del tema della responsabilità sociale e sostenibilità una scelta concreta, tangibile che abbia ripercussioni sul consumo e sullo sviluppo.
Per questo riteniamo che la riflessione debba coinvolgere per prime le imprese più sensibili impegnate nella responsabilità sociale e nei bilanci di sostenibilità.
Su questo tema la Fondazione Consumo Sostenibile, per la giornata europea del consumatore 2014 ha promosso un forum presso il CNEL, cioè in quella sede in cui oggi si confrontano i soggetti sociali storici, imprese e lavoratori (i consumatori sono ancora esclusi).
Organismo che ha dato un grosso contributo alla creazione di criteri nuovi sui quali misurare la crescita di un paese quali il BES (benessere equo solidale).
Nel Forum sono state presentate esperienze di responsabilità sociale significative quali Coop, Telecom, Ikea, Barilla, Unipol, Leroy Merlin e una Multiutility del sud.
Sono intervenuti esperti dell’università Ca Foscari, Roma Tre e Scuola Superiore Sant’ Anna, rappresentanti del Governo, del sindacato e dei consumatori. L’obbiettivo: favorire il dialogo tra associazioni consumatori e imprese, un percorso sia per evitare una responsabilità sociale autoreferenziale e allo stesso tempo rilanciare il ruolo delle associazioni consumatori.
Troppo spesso, sul tema della responsabilità sociale, le imprese preferiscono fare tutto da sole decidendo gli obbiettivi, verificandone i risultati, il tutto in una chiave di relazioni esterne con scarsi risultati concreti. Non a caso il titolo del forum era: I Consumatori, la CSR e la crisi. Atti concreti o parole al vento?
In questa fase di grave crisi che attraversa il nostro paese la Fondazione indica alle imprese anche alcune priorità quali: misure a favore dei consumatori e famiglie vulnerabili unitamente a programmi di investimento per uscire dalla crisi.
Molte infatti sono le imprese che al posto di investire in nuove tecnologie, prodotti e professionalità preferiscono delocalizzare nei paesi a basso costo le proprie produzioni.
Un consumatore quindi che sia portatore di diritti, ma anche soggetto attivo e organizzato per influire sul mercato, per avere prodotti e servizi sostenibili, per uno sviluppo che difenda l’occupazione.
Anche in una fase di crisi economica il ruolo delle associazioni consumatori non viene meno, al contrario si aprono nuove sfide; ciò che è importante è che non si fugga dalle proprie responsabilità rifugiandosi in un consumerismo di protesta certamente più facile, ma che non risolve i problemi.
La Fondazione Consumo Sostenibile, promossa dopo 25 anni di impegno diretto in una associazione consumatori, è oggi impegnata a sostenere questo progetto, queste scelte per un futuro di consumo sostenibile, per un consumatore soggetto attivo del mercato, per un consumerismo soggetto sociale nelle scelte di un Paese.



