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Confindustria: Speziali, fondo Jeremie non operativo

Catanzaro - ''Il grido d'allarme lanciato dagli imprenditori reggini sull'operativita' di alcuni strumenti agevolativi regionali è condiviso e rilanciato da tutto il sistema della Confindustria regionale della Calabria''.

Commenta cosi' il leader degli industriali calabresi, Giuseppe Speziali, i contenuti della nota diffusa nei giorni scorsi sulla reale operativita' ed efficacia di uno strumento di credito importante come quello del Fondo Jeremie. ''E' paradossale che gli sforzi compiuti dalla Regione e dall'Assessorato alle Attivita' Produttive per mettere in campo strumenti finanziari di sostegno alle imprese - dice Speziali - possano essere resi poco efficaci ed incisivi da parte di chi, come gli Istituti bancari selezionati per l'agevolazione, non hanno avuto e non hanno, ancora oggi, l'approccio giusto nel rapporto con le imprese.

E' vero che il rapporto banca imprese non e' mai stato facile nella nostra regione, ha proseguito Speziali, ma in quest'ultimo periodo sta diventando a dir poco impraticabile anche quando questo cerca di essere favorito dall'azione pubblica''.

''L'individuazione di parametri d'accesso cosi' alti per le imprese calabresi, gia' alle prese con una crisi ancor lungi dall'essere passata, e le condizioni di finanziamento i cui costi vanificano l'agevolazione sui tassi promossa dall'Amministrazione regionale, rischiano di compromettere un'azione che puo' essere utile e di forte supporto al sistema economico regionale.

Se poi si tiene conto che il Fondo agevolativo Jeremie contiene una parte importante di finanziamento agevolato finalizzato al capitale circolante ed alle scorte, oltre che agli investimenti - afferma Speziali - si puo' ben comprendere quali ripercussioni negative puo' avere un sostanziale mancata applicazione della misura agevolativa per il sistema delle imprese.

L'efficacia di una agevolazione dovrebbe essere data dal mercato e da chi in quel mercato opera, ha chiosato Speziali; certamente non puo' essere decretata da chi quella misura dovrebbe gestirla, come le Banche, e renderla fruibile per le imprese.

Questo significherebbe, ha concluso il Presidente di Confindustria, che le agevolazioni pubbliche di cui dovrebbero essere beneficiarie le imprese sarebbero a solo ed esclusivo vantaggio degli Istituti di credito gia' selezionati ed erogatori del finanziamento''.

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