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Calabria: Sanità Privata, il TAR boccia il Decreto n°81. Molinari (IdV)

Ancora una volta, in quella che dovrebbe essere la casa comune dei calabresi, la Regione, si verifica , puntualmente,

un uso strumentale della cosa pubblica, per interessi puramente personali di chi l' amministra. Stavolta, pero', c'e' stato chi non ha fatto finta di non vedere. Un giudice a Catanzaro, nella fattispecie del Tar Calabria, che ha proceduto alla bocciatura sonora del Decreto del Commissario ad acta n°81 con cui, di fatto, si metteva mano al nuovo regolamento per l'autorizzazione all'esercizio e l'accreditamento nel Servizio Sanitario Regionale. Un regolamento che, indiscutibilmente, avrebbe legittimato i contratti di prossimità nel settore sanitario, attraverso una forma illegittima di contrattazione, come già più volte ho denunciato con articoli e interrogazioni. Come se non bastasse, tutto è stato condiviso anche da alcune sigle sindacali che , a quanto pare, invece di tutelare gli interessi dei lavoratori, strizzano l' occhio a squallidi compromessi.
Se il TAR non avesse bocciato il regolamento si sarebbe consentito ai signori della sanità privata, che siedono anche nel Consiglio regionale, di arginare il controllo sull'effettività dei servizi collegati alla sanità e "schiavizzato" i lavoratori.
Ma i pericoli non sono finiti. Se una è stata annullata da un giudice, ne esiste un' altra ancora più pericolosa, ovvero, la proposta di legge n° 201/10 di iniziativa dei consiglieri Alessandro Nicolò, Nazzareno Salerno e Ennio Morrone in evidente conflitto di interesse, che non potra' che generare ricadute negative sulle casse regionali.
Quanto ancora i calabresi dovranno aspettare perchè la Regione torni ad essere la casa dei calabresi e chi ha l'onere e l'onore di rappresentarli lì sieda e operi solo ed, esclusivamente, per il bene comune?

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