alla medesima, migliorando le proprie relazioni umane, quelle con il cibo e con l’ambiente? E’ a questo interrogativo che Distilleria Caffo ha cercato di rispondere con una ricerca presentata in occasione del seminario dal titolo “Sensory Mind”, a cura di Luigi Odello, presidente Centro Studi Assaggiatori. La ricerca ha analizzato la psicologia della percezione: stimoli e percorsi dei segnali fino alla formazione delle mappe della realtà; personalità e variazione delle mappe della realtà; descrizione e valutazione del percepito. Lo studio ha incluso anche un corso che ha avuto come obiettivo quello di sviluppare nei partecipanti le necessarie conoscenze sulle potenzialità sensoriali, a far loro conoscere i meccanismi che conducono all’interpretazione di uno stimolo, alla misurazione di una percezione e ad a utilizzare l’istinto nelle decisioni.
«La psicologia della percezione, quale materia di insegnamento, ha come obiettivo quello di portare gli allievi a incrementare le proprie capacità percettive sia diventando più sensibili, sia considerando elementi che alle persone normali sfuggono – spiega Odello - la percezione viene influenzata da tre tipi di vicoli diversi, da tre modalità distorsive, dal canale prevalente e dalla sinestesia, quindi in pratica ognuno di noi, dai medesimi stimoli fisici, si genera una propria mappa della realtà. La personalità interviene in modo più o meno pesante nella determinazione di ogni influenzatore»
Le esercitazioni hanno incluso l’identificazione degli odori, test descrittivi quantitativi ed edonici per migliorare la capacità di valutare la realtà attraverso il potenziamento della semantica, test a descrizione libera per migliorare la percezione della realtà attraverso l’apporto del gruppo. La ricerca ha dimostrato, ad esempio, come la percezione degli odori influisca in modo determinante nella scelta di un prodotto.
«L'olfatto è l'imperatore degli organi di senso. In caso di giudizio non concorde prevale sempre sugli altri e influenza gli altri sia per quanto riguarda l'intensità, sia per la determinazione della qualità», aggiunge Odello.
Secondo il presidente Centro Studi Assaggiatori la ricerca consentirà di «innovare i prodotti secondo tre valori fondamentali della nostra società riassumibili ne "il buono tipico che fa bene". E tra gli aspetti presi in considerazione vi è anche quello edonico: «E' il piacere che muove il mondo – afferma Odello - qualsiasi atto noi compiamo, dall'alimentazione alla riproduzione, lo facciamo in funzione di un piacere, la ricompensa che ha previsto per noi Madre Natura per indurci a compiere uno sforzo. Quindi l'aspetto edonico è fondamentale per garantire il successo di un prodotto».
Lo studio condotto da Distilleria Caffo, produttrice del famoso Vecchio Amaro del Capo e di tante altre specialità, punta a creare innovazione attraverso un lavoro di ricerca a 360 gradi che miri anche alla valorizzazione del territorio e dei prodotti della Calabria. Una filosofia che accompagna l’azienda fin dalle sue origini.



