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Aperto dall’Ass Lo Giudice il programma antropologico promosso dal settore pubblica istruzione

Presenti gli studenti degli istituti superiori 

“Di donna in donna tra follia, arte e creatività”: questo il tema del programma antropologico promosso dall’assessorato alla Pubblica Istruzione il cui primo incontro si è svolto oggi presso la Sala concerti di Palazzo De Nobili. Il cartellone delle giornate, che prevede seminari, spettacoli e mostre, è interamente dedicato alle donne che, superando le differenze di genere, sono riuscite ad affermarsi e a distinguersi nel panorama sociale e artistico internazionale. Ad introdurre il primo incontro è stato l’assessore Stefania Lo Giudice la quale ha illustrato i dettagli di un’iniziativa da lei fortemente voluta e che ha come protagonista principale “la donna con la sua arte e la sua follia, intesa come energia vitale capace di produrre creatività, nel più ampio quadro tracciato dalla globalizzazione e dal multiculturalismo”.L’Assessore ha poi ringraziato il dirigente del settore avv Saverio Molica e le funzionarie Graziella Bianchi e Gisella Rossi per la fattiva collaborazione nell’organizzazione del programma. Ha portato i propri saluti anche il presidente della Commissione Cultura, Agostino Caroleo, che ha sottolineato il valore di una manifestazione dedicata al mondo femminile e al ruolo centrale rivendicato dalla donna nelle sue diverse espressioni sociali e culturali. Ospite d’eccezione è stata l’antropologa Michela Zucca, specializzata in cultura popolare, storia delle donne, analisi dell'immaginario. Dopo aver svolto il suo lavoro di campo in Sud America, fra gli sciamani amazzonici, in Perù e Colombia, attualmente la Zucca lavora col Ministero della Pubblica istruzione sulla scuola di montagna. L’illustre antropologa, coadiuvata dal moderatore Massimo Brescia, ha relazionato sul tema “Donne che se la cantano. Cantare, contare e incantare: le signore della parola e le culture orali delle piccole comunità montane” raccontando genesi ed evoluzione della voce e del canto femminile nelle diverse culture agli studenti degli istituti superiori De Nobili, Siciliani, Fermi e Vittorio Emanuele II che hanno accolto l’invito dell’Assessorato alla Pubblica Istruzione. “Il potenziale incantatore della voce – ha spiegato Michela Zucca – e la funzione sociale del canto popolare hanno rappresentato per le donne, nel corso della storia, gli strumenti principali per esprimere i propri sentimenti e raccontare i molteplici aspetti della vita influenzando l’evolversi dei processi culturali. Il canto popolare, tramandando i valori e le radici dei popoli, ha contribuito a trasmettere le vibrazioni dei diversi territori in tutta la loro complessità”.

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