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Antoniozzi riepiloga i dati del suo mandato. “Alla “Mater Domini” 2 anni di intenso lavoro”

Da Catanzaro a Vibo: il direttore generale dell’azienda ospedaliere universitaria “Mater Domini”, Florindo Anotoniozzi, lascia la città capoluogo dopo due anni “di intenso e proficuo lavoro”.

“Ho assecondato con soddisfazione - sottolinea Antoniozzi - la proposta del presidente Scopelliti, che ringrazio per la fiducia, di andare alla direzione generale dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Vibo Valentia, in quanto si poneva una esigenza tecnica in quella ASP e, soprattutto, l’attività svolta alla Mater Domini aveva raggiunto, in soli due anni e nella concreta sostanza, gli obbiettivi del mio mandato. Avevo trovato una azienda con grandi potenziali, ma nella quale ho dovuto iniziare dal bilancio, che era ancora “finanziario”, ed ho terminato con il “piano delle performance” attraverso il quale le attività di tutti possono essere misurate, e quindi “premiate”. Una intensa attività a 360 gradi non sempre semplice, spesso in salita, con qualche errore anche dovuto forse all’entusiasmo di fare ed al tempo a disposizione”.
“Il rapporto con l’Università - continua il dg - non è stato sempre idilliaco, e ciò è dovuto a più fattori, non ultimo il fatto che le regole è molto più facile non seguirle, soprattutto quando si ha avuto la possibilità di indirizzare in modo diverso tutto ciò che avviene all’interno di una organizzazione. Ma una gran parte assistenziale dell’università ha risposto molto bene alle sollecitazioni al cambiamento, e di questo devo dare atto, ringraziando coloro che hanno interpretato la “mission” dell’azienda e del sottoscritto: è così che da un bilancio 2011 di una precedente gestione in perdita di 12,4 milioni di euro, l’azienda è passata ai 10,5 milioni di euro di perdita nel 2012, il cui bilancio non è stato accolto perchè non coerente ad una previsione “impossibile”, ma fatta sempre dal precedente management nel 2011, ai dati del conto economico del 2013 con una perdita prevista di 2,1 milioni di euro : meno 83% rispetto a quanto ereditato. E questo dato è ancora più interessante se si confronta con il numero delle prestazioni di qualità offerte ai cittadini, aumentate di oltre 20.000 all’anno rispetto al 2011, ed un fatturato cresciuto comunque di un punto percentuale nonostante la modifica nell’appropriatezza dei ricoveri, che i regolamenti hanno modificato in day hospital e day surgery con valorizzazione del rimborso assolutamente ridotto.
È stata una esperienza entusiasmante perché ho avuto modo di incontrare, per la maggior parte, persone meravigliose, disponibili che hanno consentito di collaborare tenacemente. Quelli che in generale non sono stati fattivi, o hanno cercato di creare rallentamenti e problemi per tanti motivi, vuol dire che non hanno interpretato il concetto di azienda, di una comunità che offre servizi sanitari pubblici alla comunità stessa.
“Ritengo che oggi la Mater Domini - conclude il dg - sia una azienda migliore rispetto al 2011, dove le liste d’attesa sono in aumento per la richiesta che aumenta in quanto la sua immagine è cambiata, c’è una consapevolezza del ruolo importante che i medici del servizio sanitario regionale ed i medici universitari possono e devono giocare in favore di una regione, non solo di una città, che necessita di servizi qualificati. Ma tante cose devono essere ancora fatte: il trasferimento delle unità operative dalla Fondazione Campanella che sono in attesa di decreti regionali, la migliore integrazione con il Pugliese Ciaccio, la implementazione di una serie di attività e, non ultima, la riorganizzazione del personale che mi accingevo nel 2014 ad effettuare.
Auguro solo all’Azienda un futuro in costante crescita, ricordando a tutti, ma veramente tutti, che una azienda sanitaria pubblica è un bene prezioso nel momento che si evolve nell’offerta e nel miglioramento dei servizi sanitari, e che quindi bisogna sempre vigilare affinché nulla possa invece snaturare tale concetto.

Vincenzo Ursini

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