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Prime sberle all’Udc

Saranno Scopelliti e Chiappetta i delegati calabresi

per l’elezione del Capo dello Stato 

Gira e rigira poi lo strappo è arrivato, diciamo per ora uno strappetto ma di questi tempi non è poco considerata la delicatezza del momento e lo stato d’ansia dei contenenti. Ci riferiamo al rapporto delicatissimo e del tutto “fiduciario” fin qui intercorso tra il governatore Scopelliti e l’Udc calabrese. Come è noto lo Scudo di Casini e Cesa occupa poltrone di primissimo livello nello scacchiere del potere regionale a cominciare dalla presidenza del consiglio a finire alla consistente poltrona dell’assessorato all’Agricoltura (con tanto di delibere “generose”) passando per la formazione professionale, i cda degli enti strategici per non dire delle postazioni di sindaco a Cosenza e in altri importanti centri della regione. Ora il punto è che fino all’altro ieri la sovraesposizione del potere “visibile” dell’Udc in regione si basava sui dati elettorali del 2010, quelli delle Regionali. Ma con la cifre venute fuori il 24 e il 25 febbraio, con lo Scudo di Casini più vicino ai decimali anche in Calabria che a numeri veri e propri il quadro cambia, eccome se cambia. Pezzi importanti del Pdl hanno iniziato a chiedere al governatore di ridimensionare il potere dell’Udc dopo le sberle elettorali a cominciare dalla poltrona da riassegnare dopo le dimissioni di Stillitani che Scopelliti tiene per ora in mano e che, così come ha promesso a Trematerra, sempre all’Udc riassegnerà. Il feeling tra Pdl e Udc, a dar retta a Scopelliti, regge e reggerà in giunta ma non sono poche le pressioni perché il partito centrista venga prima o poi ridimensionato. E quello che è accaduto oggi dietro le quinte va esattamente nella direzione di una rivisitazione del potere dell’Udc. 
Infatti tra i delegati regionali che prenderanno parte all’elezione del Capo dello Stato non ci sarà alcun esponente dell’Udc. La prassi vuole che oltre al governatore venga spedito a Roma un esponente della maggioranza e uno della minoranza, generalmente il capogruppo dell’opposizione. Il dubbio riguardava il secondo esponente del centrodestra oltre a Scopelliti ovviamente. Fino a ieri tutto portava a Franco Talarico, il presidente del consiglio ma le cose oggi sono clamorosamente cambiate. Con Scopelliti e, presumibilmente con Principe, a votare il nuovo Capo dello Stato ci sarà Gianpaolo Chiappetta, il capogruppo regionale del Pdl. Due uomini del Pdl e uno del Pd nella capitale alla kermesse delle votazioni presidenziali. E l’Udc? Seguirà lo spoglio in tv, proprio come i comuni mortali…

 

Ultima modifica il Martedì, 26 Marzo 2013 16:53
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