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“Tocca a voi cercare coloro che hanno necessità di voi e stabilire con loro un rapporto personale. Fate per essi le piccole cose: quelle per cui nessun altro ha tempo”.
“Sono parole di Madre Teresa di Calcutta che la città di Reggio Calabria ha avuto l’onore di una sua visita nel lontano 1979”. Lo ricorda il Segretario Questore del Consiglio regionale della Calabria Giovanni Nucera, in concomitanza con la mostra, dedicata proprio a quella visita, allestita nei saloni dell’Amministrazione provinciale.
“Ho un ricordo struggente, anche se sbiadito dal tempo di quella visita – ha affermato il consigliere Giovanni Nucera – Madre Teresa scelse di essere ‘povera tra i poveri’. Si recò nei quartieri dove l’emergenza sociale era più alta, case dove la povertà e la solitudine tormentavano terribilmente l’esistenza della gente. Ed altrettanto fece con i detenuti del carcere di San Pietro. Luoghi che sono rimasti tali ancora oggi, come richiamo delle colpe e delle responsabilità di tanti. Nonostante siano trascorsi circa trentacinque anni da suo passaggio da Reggio restano attuali i valori ed il messaggio di cui Santa Madre Teresa di Calcutta fu autentica testimonianza vivente, come colui che l’accompagnò in quella sua ‘missione’ reggina: il parroco della nuova Chiesa di SS. Maria di Modena, don Lillo Altomonte. Ed i generosi frutti della Provvidenza non tardarono ad arrivare: la presenza di Madre Teresa è stata l’inizio di una maggiore e più concreta consapevolezza del fatto che l’opera verso derelitti e sfortunati è un’opera svolta per e con Gesù. Rincuorando famiglie, bambini e anziani, Madre Teresa riuscì a stimolare e diffondere un rinnovato entusiasmo in tutti coloro che con il loro aiuto, la loro solidarietà ed il loro impegno, si prodigarono per il bene della comunità del quartiere di Modena. La sua umile presenza esaltò i valori più alti della solidarietà, della condivisione e del rispetto verso gli altri.
“Valori oggi messi duramente in crisi, quasi alienati, da un relativismo non più strisciante ma conclamato, che devasta le coscienze, ed ha contribuito, purtroppo, a imbruttire la convivenza e la condizione umana. Per questo – aggiunge Nucera – condivido perfettamente l’appello che l’Arcivescovo di Cosenza-Bisignano, Mons. Salvatore Nunnari, ‘un presule della nostra terra’ ha fatto a Roma nel corso dell’Omelia pronunciata durante la Messa concelebrata assieme ai membri del Consiglio permanente della CEI in svolgimento a Roma”.
“Gli scenari richiamati in quell’Omelia – rileva il Segretario Questore del Consiglio regionale – hanno alla base la rovina delle coscienze, la decadenza di sentimenti, lo sgretolamento dei legami anche familiari, ed hanno distrutto il ‘comune sentire’ di una società che sul fondamento della fede cristiana sapeva attendere chi stava indietro, tendere la mano verso i meno fortunati ed i meno capaci. Valori che abbiamo il dovere e la responsabilità di recuperare, restituendo all’uomo quella maturità razionale che in altre epoche è stata il vero motore della crescita sociale e civile delle società più avanzate”.
“Credo sia necessario, per tutti – conclude Nucera – riflettere sulle cause di questa profonda crisi morale dell’odierna società, per cercare i rimedi più efficaci, altrimenti il rischio concreto è quello di una assuefazione irreversibile che a lungo andare travolgerà la nostra e le generazioni future”.


“Tocca a voi cercare coloro che hanno necessità di voi e stabilire con loro un rapporto personale.

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