Che da molti anni sia in atto una clamorosa fuga di cervelli dall’Italia è cosa ormai tristemente nota,

che da più parti si stia tentando di arginare tale sconcertante fenomeno è pure notorio,sfuggono,invece,i nomi, le storie,i sogni infranti di tanti cervelli che il suolo patrio sforna e poi mette in fuga.
E’ recente la notizia di un’ennesima fuga dall’Italia di un giovanissimo studente pugliese che è corso in America a proseguire i suoi studi per realizzare il suo sogno:lavorare con il team dei fisici del CERN di Ginevra.
A giugno Daniele Doronzo ha visto infrangersi i suoi sogni quando ha letto,tra i voti di fine anno,il sette in fisica. Dell’otto aveva necessità per conseguire anticipatamente il diploma con cui avrebbe potuto accedere ad uno stage al CERN. Quel sette ha mandato a monte gli accordi presi con i fisici del CERN che con lui aspettavano quell’otto per avviare quello studente talentuoso a un percorso di studi a cui si arriva solo dopo tre anni di studi universitari di fisica.
Agli occhi dei suoi docenti Daniele non era abbastanza bravo,non solo,ma con il suo comportamento avventato(aveva fatto un bagno a mare davanti ai loro occhi in occasione di una gita scolastica)aveva osato sfidarli. “Daniele è un talento ma dal punto di vista comportamentale …poi in fisica non aveva la media dell’otto. Il compito della scuola in Italia, non è quello di promuovere i geni. Ma di educarli>>.
La motivazione dei professori stride. Non è forse compito della scuola guidare i giovani,rimuovere gli ostacoli,garantire pari opportunità? Ma i professori,dall’alto della loro severità,hanno capito che Davide non è un ragazzo ordinario? Hanno capito che la valutazione non è un atto da svolgere con la bilancia dell’orefice,ma che è questione più articolata che tiene conto di processi complessi?
Noi con Davide vogliamo sperare che la scuola,e con lei il nostro paese,superi le meschine contabilità e che,con occhio attento e amorevole,curi non solo quelli che bisogna salvare dalla bocciatura perché non hanno le basi, perché hanno problemi in famiglia, perché non ce la fanno,ma voglia occuparsi di chi ha il genio,di chi corre più forte di tutti, di chi non sa aspettare e voglia anche per costoro<<rimuovere gli ostacoli…che…impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti >> alla vita democratica.
Chiara Ciaccio
Classe 4 D
Liceo Scientifico Statale A. Guarasci di Soverato

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