«Adolescenti e musica: rapporto pericolosamente affascinante»

Partendo dalla sua definizione, la musica è l’arte dell’organizzazione dei suoni e dei rumori,

adatta a conseguire determinati effetti sonori, in grado di esprimere l’interiorità dell’individuo, che produce la musica e dell’ascoltatore. Per gli adolescenti, questa definizione non è abbastanza soddisfacente, non descrive pienamente i benefici che ne possono trarre ascoltandola. Pop, rock, dance, punk e techno: sono questi i generi in voga al momento, in base ai quali chiunque può determinare le proprie preferenze musicali, essi, infatti, sono capaci di rispecchiare la personalità di chi ascolta. Lo sport accumuna gli amanti del movimento, la cucina mette d’accordo i buon gustai, lo studio travolge gli amanti del sapere, ma la musica abbraccia tutti: tutti i ragazzi che hanno bisogno di uno sfogo, tutti quelli che prima di una gara sportiva acquistano energia ascoltando musica punk o chi, dopo un lungo pomeriggio di studio, ama distendersi sul proprio letto e avviare una delle canzoni più rilassanti in fondo alla playlist del suo smartphone. A volte, però, la musica può rappresentare un pericolo per i ragazzi, che tendono a sostituire la figura di un genitore con quella del proprio cantante preferito, e che ritengono “famiglia” la band del momento. Come per tutte le cose, anche della musica bisogna fare un buon uso, deve essere una spensierata passione e non una stressante ossessione.

Giusy Pullano 3B
Scuola Media di Sellia Marina (CZ)

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