La mafia nasce intorno al 1812, dopo l’abolizione del sistema feudale, quando la nobiltà si trasferisce nelle città lasciando i feudi in affitto ai “Gabellotti”. I Gabellotti  usurpano, nel corso degli anni, le terre agli antichi proprietari e con l’aiuto di ladri e banditi   compiono qualunque sopruso nei confronti dei contadini e dei pastori.
Pian piano grazie all’indifferenza delle autorità ed alla sottovalutazione del fenomeno la mafia riesce a insinuarsi nelle istituzioni.
La prima volta in cui si cerca di contrastare il fenomeno mafioso è nel 1925, quando Mussolini affida al prefetto Cesare Mori l’incarico di estirparlo; tuttavia durante la seconda Guerra Mondiale i mafiosi italo americani ritornano in Italia e rigenerano il sistema mafioso.
La prima strage mafiosa avviene l’1 maggio 1947 durante la festa dei lavoratori i quali erano scesi in piazza a festeggiare quando Salvatore Giuliano apre il fuoco sulla folla ferendo più di 2000 contadini (Portella della Ginestra).
Nel 1962 viene istituita la prima Commissione parlamentare d’inchiesta e vengono varate nuove leggi che condannano le associazioni di stampo mafioso.
All’inizio degli anni ’70 invece la mafia compie uno dei passi più importanti per la sua vita malavitosa: comincia ad imporsi sul commercio dell’eroina grazie all’appoggio di amministratori pubblici, uomini politici e banchieri. Inoltre inizia a riciclare il denaro sporco proveniente da traffici illegali nel campo dell’edilizia e della finanza.
Fra il 1982 e il 1983 nascono l’Alto Commissariato per la lotta della mafia e la Commissione parlamentare antimafia.
Di fronte ai primi segnali di reazione da parte dei poteri pubblici la mafia reagì scatenando una vera re propria guerra che culminò nel 1992 con l’uccisione dei magistrati Giovanni Falcone (strage di Capaci) e Paolo Borsellino (via d’Amelio). Da quel momento in poi la polizia ha registrato non pochi successi che tuttavia non bastano a sradicare tutte le cosche che hanno collegamenti anche internazionali.
La mafia è un fenomeno diffuso in tutta Italia, ma, con il tempo ha preso diversi nomi. Fra le più conosciute, ci sono Cosa Nostra (in Sicilia), la Camorra (a Napoli) e la ‘Ndrangheta (in Calabria)
La ‘Ndrangheta è un’organizzazione mafiosa che negli ultimi anni ha praticato sequestri di persona e traffici di droga.
La struttura base della ‘ndrangheta è la  ‘ndrina, radicata in un comune o in un quartiere cittadino. La ‘ndrina è formata essenzialmente dalla famiglia naturale guidata dal capobastone. La gerarchia all’interno della famiglia è rigidissima, regolata da un codice che prevede rituali in ogni momento della vita associativa: dall’affiliazione all’investitura del nuovo adepto, al giuramento che deve essere prestato con solennità, al passaggio al grado successivo, fino ai processi a cui il Tribunale della cosca può sottoporre i propri affiliati, qualora si dovessero rendere responsabili di eventuali violazioni alle regole sociali.
All’interno dell’organizzazione le donne hanno sempre avuto un ruolo di rilievo: Esse vigilano, infatti sull’andamento delle estorsioni, riscuotono le tangenti, sono intestatarie di beni familiari, curano i rapporti con i latitanti e con i detenuti all’interno del carcere.
La ‘Ndrangheta , nel corso del tempo, si è macchiata di crimini terribili, come l’uccisione di uomini innocenti. La nostra scuola, per esempio, grazie alla collaborazione con l’associazione Libera, ha “adottato” due vittime innocenti di mafia, Pasquale Cristiano e Francesco Tramonte, uccisi a Lamezia mentre stavano svolgendo il loro lavoro; abbiamo inoltre incontrato i loro parenti e abbiamo avuto l’onore di poter far loro delle domande.
Inoltre con la scuola abbiamo visitato una mostra su Falcone e Borsellino e svolto vari incontri sul tema della Legalità,  in cui sono stati affrontate tematiche quali il valore delle istituzioni, il rapporto fra politica e legalità, il bullismo, l’importanza dell’impegno individuale per una società più giusta e rispettosa dei diritti di tutti.
Perché secondo noi basta sapere, ricordare, sperare e agire.

 

Silvia Fortunato. Classe III E. Scuola sec. primo grado. I. C.”Manzoni” Cz Nord

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