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Gli studenti dell’I.C. “ Manzoni” Cz Nord incontrano i familiari delle vittime innocenti di mafia

Il 20 Febbraio 2017 all’ I.C. A. Manzoni CZ Nord si è tenuto un incontro con i rappresentanti dell’Associazione “Libera” nell’ambito del progetto ”Il diritto alla legalità”.
  L’incontro ha previsto la partecipazione di ospiti speciali: Maria e Stefania Tramonte, figlie di Francesco Tramonte , e Francesco Cristiano, fratello di Pasquale Cristiano, i due operai uccisi a Lamezia dalla ‘ndrangheta  il 24 maggio 1991 mentre svolgevano onestamente il loro lavoro. L’Associazione “Libera” da sempre si batte per mantenere viva la memoria delle vittime innocenti di mafia e anche noi abbiamo voluto ricordare Cristiano e Tramonte.
 E’ l’alba del 24 Maggio 1991. Nella cittadina calabrese di Lamezia Terme tre uomini sono al lavoro:  Francesco Tramonte, padre di tre figlie, Pasquale Cristiano, di appena 28 anni, entrambi dipendenti del Comune come operatori ecologici, e Eugenio Bonadio, autista di una ditta privata, la Sepi. Francesco, di solito, lavora di notte sul camion della nettezza urbana, mentre Pasquale lavora di giorno, ma gli hanno chiesto di sostituire un collega assente e lui ha accettato. Eugenio è alla guida,   Effettuano il solito giro, arrivano, infine, nella zona di Miraglia, nel quartiere di Sambiase. Sono le cinque, il camion accosta, un uomo nascosto punta un mitra contro di loro. Francesco e Pasquale muoiono subito, Eugenio riesce a scappare.
La ‘ndrangheta, uccidendo due innocenti , ha voluto far intendere che nessuno poteva entrare nell’affare dei rifiuti a Lamezia, che era sua cosa esclusiva.
A questa tragedia i familiari delle vittime hanno voluto  reagire di modo che la morte dei propri cari non fosse inutile, e sono diventati con il loro impegno nella  battaglia per chiedere giustizia il simbolo di una Calabria che non si arrende. Così Francesco e Pasquale sono diventati noti a tutti e anche la nostra scuola ha voluto ricordarli .
In questo incontro noi alunni abbiamo partecipato realizzando poesie e PowerPoint . Siamo intervenuti nella discussione facendo alcune domande, abbiamo chiesto ai familiari delle vittime  come abbiano vissuto questa tragedia e del ruolo delle Istituzioni in questa occasione. L’incontro è stato molto utile perché ci ha fatto riflettere sul fatto che a noi potrebbe succedere quello che è accaduto a Francesco e Pasquale. Vivere in Calabria significa prendere coscienza che la ‘ndrangheta condiziona la nostra vita, anche quando ci sentiamo lontanissimi da essa.  Il fenomeno mafioso colpisce gli interessi di tutta la collettività, mette in pericolo la  sicurezza e il futuro di tutti noi, abbiamo capito che  bisogna continuare a lottare contro la criminalità organizzata e che ognuno di noi può farlo. Per noi ragazzi il primo impegno è quello del rispetto verso i compagni, emarginando e condannando ogni forma di prepotenza e di bullismo fra i banchi.

 

Alessia Perri, Alessia Gariano, Alessandro Marrazzo
Classe III^ E scuola secondaria primo grado
Istituto Comprensivo “A. Manzoni” Cz Nord(Plesso Anile)

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