I ragazzi del Liceo Scientifico di Oppido incontrano John Boyne alla Fiera del Libro

Giovedì 8 maggio u.s., ho avuto la straordinaria possibilità di essere presente all'apertura del Salone del libro di Torino,

che ha ospitato 300.000 visitatori, ognuno dei quali avrebbe potuto assistere alla presentazione del libro di un grande autore. Per quanto mi riguarda ho avuto modo di partecipare insieme ai miei compagni all’interessante incontro con lo scrittore irlandese John Boyne, conosciuto in tutto il mondo per il suo celebre romanzo " Il bambino con il pigiama a righe". Intervistato, però, questa volta per l'uscita del suo nuovo libro dal titolo “Resta dove sei e poi vai”, libro che si ispira a suo modo al 100º anniversario della Prima guerra mondiale. A condurre l'intervista è stato Eros Miari con i ragazzi del Book blog. L'incontro è iniziato con la lettura da parte di John Boyne di un passo importante del libro, specificatamente le ultime righe del primo capitolo. Prima di parlare di sé, il celebre scrittore, pone una domanda a tutti i ragazzi, chiedendo chi tra di loro sogna di fare lo scrittore, più avanti dà anche dei consigli ai giovani sognatori, parlando anche della sua esperienza. All'età di 7/8 anni lo scrittore era fermamente convinto che nella vita avrebbe voluto scrivere, essendo un ragazzino timido e introverso trascorreva i suoi pomeriggi in biblioteca, dedicandosi alla lettura e alla scrittura. Cominciò a scrivere romanzi durante l'adolescenza sperando che qualcuno li pubblicasse. Il suo primo romanzo fu pubblicato nel 2000, libro di cui non esiste l'edizione italiana ma che prende il nome di "Ladro di tempo": racconto storico che parla di un uomo che ha iniziato ad invecchiare quando aveva quarant'anni ma senza mai morire, quindi ha attraversato poi 250 anni di storia vivendo varie epoche. Lo scrittore si sofferma poi sulla sua idea di voler scrivere libri adatti anche ai ragazzi, ammettendo che non avrebbe mai pensato di dedicarsi a ciò, e di aver concepito l’idea de “Il bambino con il pigiama a righe”, partendo dalla nitida immagine di due ragazzini seduti per terra e divisi da una rete, ovviamente aveva in testa la storia del libro, il primo libro dedicato ad un pubblico di giovani e il primo ad avere come protagonista un bambino. Da allora il suo modo di vivere la scrittura muta, perché, come afferma, da quel momento in poi si dedica pienamente a scrivere libri sia per ragazzi sia per adulti. Al centro delle storie per ragazzi troviamo sempre un bambino e, riallacciandosi a queste parole, John Boyne inizia parlare del suo nuovo libro, e del modo in cui colloca un ragazzino in una situazione adulta. Questo, secondo lui, permette di narrare epoche storiche da un punto di vista diverso, innocente e in un certo senso ingenuo. Arriva il momento dell’intervista dei ragazzi del Book blog e del pubblico, che pongono domande sulle proprie curiosità allo scrittore: c'è chi chiede come lo scrittore trovi l’ispirazione, chi, invece, chiede delucidazioni sui suoi libri. Per finire lo scrittore consiglia a tutti i ragazzi di leggere ed essere "affamati" di libri, di scrivere e di condividere i propri lavori e poi finisce col dire di distinguersi dalla massa senza temere di essere diversi. Perché diverso non è strano. L'incontro è chiuso dalla lettura di una lettera presente nel libro"Resta dove sei e poi vai". Sicuramente il ricordo dell’esperienza al Salone resterà impressa nella mie mente, come in quelle dei miei compagni e amici, perché per la prima volta abbiamo vissuto la lettura come passione trasmessa dall’autore, captandone tutte le sue diverse sfumature.
Maria Pia Foti classe IIB Liceo Scientifico di Oppido Mamertina
Concorso Voce ai Giovani giornalisti

Vota questo articolo
(30 Voti)
Devi effettuare il login per inviare commenti

Ad2