Gli studenti di Locri in visita alla casa dei giovani “Peppe Condello”

Insieme ai miei compagni dell’istituto magistrale di Locri che hanno partecipato al

Pon “Legalità-Democrazia-Partecipazione”, ci siamo recati a Reggio Calabria per visitare l’associazione Attendiamoci Onlus che gestisce e anima la “Casa dei Giovani”. 

Accompagnati dalla docente coordinatrice Carmela Ceravolo, siamo partiti da Locri nel primo pomeriggio di venerdì scorso, e dopo un’oretta di viaggio, intorno alle 15.00, siamo arrivati nella Città dello Stretto dove, davanti al Museo di Reggio Calabria, ad attenderci c’era Giuseppe Falcone, avvocato e tutor del corso.

Insieme ai due docenti, tappa obbligata, prima ancora dell’incontro con i soci dell’associazione, è stata la visita all’interno del museo, al fine di osservare la magnificenza dei Bronzi dei Riace.

Dopo circa un’ora e mezzo, usciti dal museo, ci siamo recati presso la sede dell’associazione “la Casa Dei Giovani”, dove ad aspettarci c’era Letizia, anima del gruppo e organizzatrice di molte attività associative.

Gli educatori, ci hanno accolto calorosamente: appena arrivati la sensazione è stata quella di sentirsi a casa. Stesso calore, stesso affetto. È stato come tornare in un posto in cui non c’eravamo mai stati. Un posto accogliente, diviso in varie stanze, ognuna delle quali frequentata da persone appassionate ed  estremamente disponibili.

All’interno della principale stanza ricreativa, Letizia ci ha raccontato, con passione e calore, la storia di questa piccola grande organizzazione: «la vita di Attendiamoci Onlus ha inizio da un sogno condiviso, che nel tempo ha saputo assumere la forma di volti, storie e progetti. Un sogno forse impossibile, ma che nella sua difficoltà non smette mai di essere realizzabile: “cambiare il mondo”.
E per cambiare il mondo nulla è più indicato che posare lo sguardo sulla propria realtà di appartenenza, cominciando a “stravolgerla” positivamente». La voce di Letizia si riempì di malinconia quando parlò di Peppe Condello, un ragazzo morto qualche anno che amava e frequentava assiduamente l’associazione: «dobbiamo andare avanti per Peppe e per tutti i giovani che hanno bisogno di noi. Arriva un momento nella vita in cui ci si domanda che cosa si vuole fare da grandi e noi, a questo interrogativo, ci siamo risposti che il nostro obiettivo è dedicarci ai ragazzi. Siamo partiti da uno scantinato e siamo arrivati fin qui. Ttutto è possibile se lo si vuole davvero».

L’associazione infatti è stata fondata il 27 settembre 2001 da don Valerio Chiovaro insieme a quattro studenti universitari: Giovanni Mazza, Domenico Paino, Alfredo Pudano e Giuseppe Falcone, e si è da sempre caratterizzata per il modo innovativo in cui va incontro ai giovani, tanto da farla diventare, nel corso degli anni, un vero e proprio punto di riferimento per le giovani generazioni della città. «Il nostro – prosegue Letizia -  è quel posto in cui puoi venire quando vuoi, a bere una cioccolata calda o a leggere un libro, ad approfondire lo studio con professori competenti o semplicemente per stare insieme. L’unione è la forza di questa attività». 

 

Antonella Trimarchi, V B

Istituto magistrale di Locri

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