Da Delianuova un forte impegno per salvare l’economia del territorio

Delianuova, il mio paese, che è situato ai piedi dell’ Aspromonte, è apprezzato per le sue montagne ricoperte da una fitta vegetazione di boschi di querce e di faggi e, soprattutto, di castagneti in un paesaggio ancora incontaminato.

La castanicoltura ha una tradizione antichissima: esistono infatti esemplari di castagno secolari la cui età arriva fino a 400 anni, il cui frutto, la castagna ha rappresentato per gli abitanti del mio paese, soprattutto in tempi di carestia, un alimento in grado di sfamare intere famiglie tanto da essere considerato “ l’ albero del pane”. E’ dalla Cina che nel 2002 arriva in Italia un imenottero, Drycosmus Kiriphilus Yasumatsu, conosciuto anche come “cinipide galligeno” che infetta tutte le specie del genere castanea nell’ intero territorio calabrese. Per contrastare la malattia l’ unico sistema che attualmente viene attuato è la lotta biologica. Ho avuto la possibilità, grazie a mia madre, agronomo tecnico incaricato dalla regione Calabria, accompagnandola nel suo lavoro, di partecipare a questo progetto ministeriale che mira a combattere il parassita mediante l’ introduzione di un altro insetto Torymus sinensis (antagonista naturale del cinipide del castagno) capace di parassitizzare le larve del cinipide in quanto depone le proprie uova nella stessa galla in cui l’ animale nocivo le aveva precedentemente deposte. A questo punto il Torymus sinensis può iniziare a svilupparsi utilizzando come unico nutrimento le larve del cinipide. L’ operazione finanziata dal Ministero delle politiche agricole comunitarie interessa tutto il territorio nazionale. A Delianuova sono stati effettuati due rilasci del parassita in due zone diverse. L’ individuazione dei siti è stata fatta previo monitoraggio del territorio. Sia per la scelta dei punti di lancio che per il lancio stesso ho sostenuto e aiutato mia mamma. Quest’ esperienza mi è servita a capire che si può intervenire per combattere le malattie delle piante non con l’ introduzione di sostanze chimiche e nocive, ma mediante l’ utilizzo di altri parassitoidi come normalmente avviene in natura, salvaguardando l’ambiente e con un notevole risparmio economico. E’ importante capire come l’agricoltura biologica e il rispetto per le biodiversità nel nostro territorio è una realtà e non un’utopia che potrebbe costituire un’importante occasione di sviluppo economico per il nostro primario.

Eugenia Stillitano Classe IIIB Liceo Scientifico Oppido Mamertina.

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